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Arezzo: ispezioni agricole rivelano lavoro irregolare e violazioni della sicurezza

Le forze dell'ordine hanno condotto controlli intensivi nelle aziende agricole della provincia di Arezzo, scoprendo 8 lavoratori in nero e numerose violazioni.

Arezzo: ispezioni agricole rivelano lavoro irregolare e violazioni della sicurezza

Le campagne della provincia di Arezzo sono state al centro di un’ampia operazione di controllo volta a contrastare il fenomeno del caporalato e il lavoro irregolare. Le ispezioni, coordinate dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Arezzo hanno portato alla sospensione di 7 aziende e all’identificazione di 8 lavoratori impiegati in nero.

Operazioni mirate nelle vallate toscane

Le verifiche si sono svolte in due fasi distinte, dal 24 al 28 agosto e dal 31 agosto al 4 settembre 2026, coinvolgendo un totale di 22 aziende situate nelle aree della ValdichianaCasentinoValtiberina e Valdarno. Queste zone, caratterizzate da una forte vocazione agricola, sono state scelte per la loro elevata concentrazione di attività stagionali come la raccolta di ortaggi e frutta e la vendemmia, settori particolarmente esposti al rischio di sfruttamento lavorativo.

Collaborazione tra enti e forze dell’ordine

L’operazione ha visto la partecipazione congiunta di diversi enti e forze dell’ordine, tra cui gli ispettori dell’ITL di Arezzo e Siena i militari dei Nuclei Carabinieri Ispettorato del Lavoro (Nil) e il personale ispettivo dell’Inps. La programmazione degli interventi è stata realizzata attraverso un’attività di intelligence congiunta con l’Inps l’Agenzia delle Entrate e l’Arma dei Carabinieri con l’obiettivo di individuare le aziende agricole committenti che ricorrono sistematicamente alle cosiddette aziende senza terra.

Violazioni e prescrizioni

Durante le ispezioni, sono state riscontrate numerose violazioni, tra cui la mancata formazione sulla sicurezza sul lavoro, l’assenza di sorveglianza sanitaria e la mancata predisposizione del Documento di Valutazione dei Rischi (Dvr). Alle aziende sono state impartite 18 prescrizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, riguardanti principalmente la formazione dei lavoratori, le visite mediche obbligatorie e le condizioni di sicurezza degli ambienti di lavoro.

Un ruolo cruciale è stato svolto dai mediatori dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) il cui contributo si è rivelato particolarmente importante nel settore agricolo, dove è significativa la presenza di manodopera straniera. La mediazione linguistica e culturale ha consentito di instaurare un dialogo diretto con i lavoratori, favorendo l’emersione di eventuali situazioni di vulnerabilità e rafforzando il rapporto di fiducia con le istituzioni.

Questa iniziativa conferma l’impegno dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro nel presidio del comparto agricolo, settore strategico per l’economia del territorio aretino ma particolarmente esposto ai fenomeni di lavoro sommerso, caporalato e sfruttamento lavorativo, soprattutto durante i periodi di maggiore intensità produttiva.

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