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Coppa Volpi a Mathilde Arcel per Woman Unknown alla 83ª Mostra di Venezia

Mathilde Arcel ha conquistato la Coppa Volpi alla 83ª Mostra di Venezia con la sua straordinaria interpretazione in Woman Unknown di May el-Toukhy. Un film che esplora il corpo femminile come campo di battaglia.

Coppa Volpi a Mathilde Arcel per Woman Unknown alla 83ª Mostra di Venezia

La 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha visto trionfare Mathilde Arcel con la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile. Il film che l’ha resa protagonista, Kvinde Ukendt (Woman Unknown), diretto da May el-Toukhy, è un potente ritratto del corpo femminile come campo di battaglia, ambientato nella Danimarca del dopoguerra.

El-Toukhy, unica regista donna nel concorso principale, ha portato sul grande schermo una storia intensa e complessa, esplorando temi di libertà, pregiudizio e violenza. Il film, che ha già suscitato grande interesse, è stato presentato in concorso il 6 settembre 2026 e ha rapidamente guadagnato l’attenzione della critica e del pubblico.

Woman Unknown: il corpo femminile come campo di battaglia

In Woman Unknown Mathilde Arcel interpreta Marie, una giovane domestica e bambinaia che sta per sposare Christian, un ricco vedovo. La storia si svolge nella Danimarca del 1945, appena uscita dall’occupazione tedesca. La pace non ha cancellato rancori, sospetti e desideri di vendetta, e la popolazione è ancora divisa tra resistenti, collaborazionisti e persone che avevano cercato di sopravvivere.

Marie custodisce un segreto: durante la guerra ha avuto una relazione con un soldato tedesco. Questo passato potrebbe farla considerare una collaborazionista e condannarla alla pubblica umiliazione e all’esclusione sociale. Per difendere la nuova posizione conquistata, Marie arriva a compiere una scelta moralmente terribile, destinata ad accompagnarla per il resto della vita. La possibilità di diventare una rispettabile signora dell’alta società ha come prezzo una colpa che nessun privilegio potrà cancellare.

May el-Toukhy, con la sua regia, non cerca assoluzioni ma osserva la protagonista nella zona incerta che separa la paura dall’opportunismo e la sopravvivenza dalla colpa. Mathilde Arcel restituisce il conflitto interiore di Marie attraverso sguardi, silenzi e piccoli gesti, rendendo la sua interpretazione indimenticabile.

Lee Chang-dong e l’amore possibile in Possible Love

Tra i film più attesi della Mostra figura anche Possible Love di Lee Chang-dong, un grande affresco sulla Corea del Sud contemporanea. Il film, della durata di 164 minuti, racconta le storie di due coppie appartenenti a mondi molto lontani. La prima coppia è formata da un operaio licenziato e da sua moglie; la seconda da una documentarista e dal suo compagno, inseriti in un ambiente economicamente privilegiato.

I loro destini si incrociano quando la regista decide di realizzare un documentario sulle conseguenze di un licenziamento di massa e della violenta repressione di uno sciopero. Da quell’incontro emergono differenze di classe, frustrazioni, desideri nascosti e crisi coniugali. Lee Chang-dong riesce a mantenere viva l’attenzione affidandosi alle persone prima ancora che alle questioni politiche, con un quartetto di grande intensità composto da Jeon Do-yeon, Sul Kyung-gu, Zo In-sung e Cho Yeo-jeong.

The Echo Chamber: l’ultimo copione di Bertolucci

Un altro film che ha suscitato grande interesse è The Echo Chamber diretto da Andrea Pallaoro a partire dall’ultima sceneggiatura firmata da Bernardo Bertolucci. La malattia ha impedito a Bertolucci di portare personalmente sullo schermo il progetto, ora raccolto da Pallaoro con rispetto e sensibilità.

Il film racconta la relazione intensa e tormentata tra Leo, un musicista di successo segnato da problemi fisici e dalla dipendenza, e Anne, la fisioterapista che si prende cura di lui. Tra i due si crea un legame nel quale i confini tra assistenza e dipendenza, desiderio e controllo, vicinanza e possesso diventano sempre più difficili da distinguere. Le interpretazioni di Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon offrono tre prove differenti ma complementari, tutte potenzialmente in corsa per i riconoscimenti della Mostra.

Questi tre film, Woman UnknownPossible Love e The Echo Chamber raccontano epoche e mondi lontani, ma condividono una stessa domanda: fino a che punto le persone possono liberarsi delle condizioni che determinano la loro vita? La 83ª Mostra di Venezia si conferma un palcoscenico di grande cinema, con opere che esplorano temi profondi e interpretazioni di altissimo livello.

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