In alto adige, il fenomeno del gioco d’azzardo sta assumendo contorni sempre più preoccupanti. I nuovi dati dell’Astat l’Istituto provinciale di statistica, mostrano un quadro complesso e in evoluzione, con un aumento significativo delle dipendenze patologiche nonostante una diminuzione del numero complessivo dei giocatori.
Dieci anni dopo l’ultima analisi approfondita, condotta nel 2016, emerge una realtà in cui il gioco d’azzardo non è più un fenomeno marginale, ma una questione di prevenzione sanitaria che richiede interventi mirati. Il direttore dell’Astat, Timon Gärtner ha sottolineato come il numero di giocatori sia in calo, ma al contempo sia in aumento quello delle persone con comportamenti problematici.
Giovani adulti e gioco online: un binomio pericoloso
Uno dei focus principali dei nuovi dati è il comportamento dei giovani adulti e l’impatto del gioco d’azzardo online. Circa il 23% dei giovani gioca online, e in questo ambito la percentuale di giocatori patologici è oltre tre volte superiore rispetto a quella relativa al gioco tradizionale. Questo dato allarmante è stato commentato dall’assessore provinciale alla saluteHubert Messner che ha evidenziato l’importanza di una prevenzione tempestiva.
“Il gioco d’azzardo non è un fenomeno marginale, ma anche una questione di prevenzione sanitaria”, ha osservato Messner. “Queste informazioni ci aiutano a individuare i rischi in fase precoce, a rivolgerci in modo mirato ai gruppi particolarmente a rischio e a sviluppare ulteriormente le nostre misure di prevenzione. Il nostro obiettivo è quello di intercettare le persone il prima possibile, prima che il gioco d’azzardo diventi un problema di salute.”
Stress emotivo e gestione del denaro: le nuove sfide
Un altro aspetto cruciale emerso dai dati è il legame tra gioco d’azzardo e stress emotivo. Questo collegamento dimostra quanto sia importante adottare una visione globale della questione. “La prevenzione deve partire proprio dal punto in cui sorgono i rischi”, ha aggiunto Messner, “ovvero già dalla fase di informazione e diagnosi precoce, ma anche dalle competenze di vita, dalla gestione del denaro e dalla comprensione dei meccanismi del gioco d’azzardo.”
Dati allarmanti: il 5% della popolazione a rischio
Secondo i dati dell’Astat, il 37% degli altoatesini tra i 16 e i 76 anni ha giocato d’azzardo nell’ultimo anno. Di questi, il 5% della popolazione rientra nelle categorie considerate a rischio. Inoltre, il numero di giocatori problematici o patologici è aumentato da 17.600 a 19.300, con gli uomini che presentano livelli di problematicità superiori rispetto alle donne.
Questi numeri allarmanti sottolineano la necessità di interventi concreti e mirati per contrastare il fenomeno del gioco d’azzardo, soprattutto tra i giovani adulti e nel contesto digitale. Le autorità provinciali stanno lavorando per sviluppare nuove strategie di prevenzione e supporto, con l’obiettivo di proteggere la salute pubblica e ridurre i rischi associati a questa forma di dipendenza.



