Il Consiglio dei Ministri ha appena approvato un provvedimento che segna una svolta importante nella politica fiscale italiana: l’abolizione del bollo auto per le autovetture di piccola e media potenza, fino a 80 kW e per tutti i motocicli. La decisione, presentata dalla premier Giorgia Meloni colpisce più del 70% del parco veicolare nazionale, pari a oltre 13,2 milioni di auto più circa 1,1 milioni di moto, in totale quasi 14,5 milioni di mezzi.
Abolizione del bollo per auto e moto fino a 80 kW
Secondo le cifre ufficiali, la misura interesserà le vetture con potenza massima di 80 kilowatt (circa 109 cavalli). Per ogni cittadino sarà esente da pagamento un solo veicolo che rispetti il limite, individuato come quello meno potente in caso di più auto in possesso. L’esenzione riguarda anche i motocicli alimentati a benzina o gasolio, sempre che il proprietario non abbia già beneficiato del bonus per un’auto entro la stessa soglia di potenza.
Beneficiari e criteri di esenzione
Il provvedimento prevede che l’esenzione sia valida per il 2027, con pagamento a scadenza compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre di quell’anno. Per le autovetture, la scelta del veicolo esentato avverrà basandosi sul valore di potenza più basso; in caso di parità, si privilegia l’auto per la quale il bollo sarebbe stato più oneroso. Per i motocicli, la regola è analoga: l’esenzione si estende a un solo mezzo per contribuente, a condizione che non sia già coperto da un’auto entro i 80 kW.
Il decreto sui carburanti: doppio taglio delle accise sul diesel
Contestualmente al taglio del bollo, il governo ha disposto un doppio ridimensionamento delle accise sul gasolio. Il primo ribasso, pari a 572,90 euro per mille litri (12,2 centesimi per litro, IVA inclusa), sarà in vigore dall’18 al 25 settembre. Il secondo, più contenuto, di 622,90 euro per mille litri (6,1 centesimi per litro, IVA inclusa), si applicherà dal 26 settembre al 5 ottobre. La misura è giustificata dal persistere dell’«eccezionale incremento dei prezzi dei prodotti energetici».
Impatto economico e finanziario
Il costo complessivo per lo Stato è stimato in 111,8 milioni di euro per il 2026, con un leggero aumento a 1,2 milioni per il 2028. I proventi del bollo, normalmente versati alle Regioni, verranno trasferiti integralmente dallo Stato, evitando così perdite di bilancio a livello regionale. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha sottolineato che l’intervento, concepito come risposta emergenziale, è destinato a diventare strutturale attraverso la prossima legge di bilancio.
Reazioni politiche e delle parti sociali
Le dichiarazioni hanno attraversato tutto lo spettro istituzionale. Antonio Tajani ha definito il provvedimento una “tassa ingiusta e insopportabile” annullata, ricordando l’eredità liberal-conservatrice di Forza Italia. Matteo Salvini ha accolto con entusiasmo la semplificazione della riscossione, evidenziando l’assenza di soglie ISEE e prospettando eventuali futuri innalzamenti di soglia di potenza. Roberto Calderoli ha quantificato il beneficio in “centinaia di euro” per più di 20 milioni di cittadini.
Le organizzazioni sociali hanno espresso pareri contrastanti: il presidente del Codacons Carlo Rienzi, ha chiesto un accorpamento di tutte le piccole imposte, mentre Adriano Bordignon, alla guida del Forum delle famiglie, ha lamentato che il limite a un solo veicolo penalizza le famiglie numerose e che la soglia dei 80 kW esclude molti monovolume a sette posti, frequenti nelle famiglie con più figli.
Infine, il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha rassicurato che il trasferimento di risorse coprirà integralmente la quota regionale, evitando oneri per le amministrazioni locali.



