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Ordine del Tar: 15 giorni per valutare l’accoglienza di sei rifugiate a Trento

Il tribunale di Trento stabilisce un limite di 15 giorni per decidere sull’accoglienza di sei richiedenti asilo in stato di indigenza.

Ordine del Tar: 15 giorni per valutare l’accoglienza di sei rifugiate a Trento

Il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) di Trento ha emesso, con ordinanza pubblicata l’11 settembre, una decisione inusuale per la provincia: le autorità competenti – il Commissariato del Governo e il Ministero dell’Interno – hanno a disposizione appena 15 giorni per valutare se sei donne, attualmente in condizione di indigenza possano accedere alle misure di accoglienza previste per i richiedenti protezione internazionale.

Il provvedimento del Tar: 15 giorni per completare le istruttorie

Il provvedimento, accolto dall’avvocato Giovanni Barbariol a nome delle sei ricorrenti, si configura come un vero e proprio caso pilota a livello nazionale. Per la prima volta, un tribunale ordina all’amministrazione di accelerare le valutazioni e fissa una scadenza concreta, imponendo il rispetto di un termine di due settimane per l’espletamento di tutte le verifiche necessarie. Fino a quel momento, le domande presentate dalle donne erano rimaste senza risposta, lasciandole in una condizione di totale incertezza.

Le sei ricorrenti

Le richiedenti – quattro di origine marocchina, una turca e una salvadoregna – hanno presentato domanda di protezione internazionale a partire da. Una delle donne, 36enne, ha subito avviato la procedura presso Cinformi e, entro pochi giorni, ha dichiarato lo stato di indigenza presso la questura, chiedendo l’inserimento nelle misure di accoglienza. Dopo aver brevemente soggiornato nel dormitorio femminile di via della Saluga, gestito dalla cooperativa Kaleidoscopio ha dovuto lasciare l’alloggio al termine del periodo invernale, trovandosi nuovamente senza tetto.

Le argomentazioni dell’Amministrazione e il Protocollo di intesa

L’Avvocatura dello Stato rappresentata dal procuratore Gabriele Finelli ha sottolineato che l’accoglienza dei richiedenti è disciplinata dal Protocollo di intesa 2026 tra il Commissariato del Governo e la Provincia di Trento. Il documento prevede che l’accoglimento avvenga “nei limiti della concreta capacità ricettiva del sistema” e secondo la programmazione dei contingenti e delle priorità individuate. Secondo l’Amministrazione, al momento della presentazione delle istanze, il sistema provinciale risultava “privo di disponibilità”, come confermato dai report inviati a Cinformi.

Limitazioni della capacità ricettiva

Il Protocollo stabilisce che la Provincia garantisce un’accoglienza temporanea solo fino all’esaurimento dei posti disponibili. Inoltre, la disciplina prevede una graduazione basata su criteri di priorità, con una particolare attenzione ai casi di salvataggio in mare. Queste regole, secondo il Governo, giustificano il ritardo nella risposta, ma il Tar ha ritenuto che la semplice iscrizione in lista d’attesa non sia sufficiente a superare il periculum in mora lamentato dalle ricorrenti.

La decisione del tribunale prevede, oltre alla scadenza di 15 giorni per le istruttorie, una successiva fissazione di udienza in camera di consiglio per trattare il ricorso contro il silenzio dell’Amministrazione. L’obiettivo è verificare se le donne possiedono effettivamente i requisiti per le misure di accoglienza e, in caso positivo, assicurare loro una sistemazione adeguata prima che la condizione di indigenza possa aggravare la loro vulnerabilità.

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