La Giunta provinciale di Trento ha approvato una nuova disciplina economica volta a ridurre le tariffe dei servizi educativi per la prima infanzia. Si tratta di un intervento mirato a sostenere le famiglie residenti nella provincia, con l’obiettivo di rendere più agevole la conciliazione tra vita lavorativa e cura dei bambini. Il provvedimento entra a far parte di un più ampio piano di politiche familiari, che comprende già l’assegno per il terzo figlio, il bonus trasporti e il bando per l’acquisto della prima casa.
Dettagli del bonus nidi d’infanzia
Il bonus nidi si applica esclusivamente ai primi due figli della stessa madre, che siano biologici o adottivi, a condizione che siano iscritti a un nido d’infanzia, a un nido aziendale, a un servizio Tagesmutter o a un servizio conciliativo accreditato per i Buoni di servizio FSE+. L’età dei bambini deve rientrare nell’intervallo tra i tre mesi e l’augusto dell’anno in cui compiono tre anni. La misura è riservata ai nuclei familiari con residenza anagrafica in provincia di Trento e con un indicatore ICEF Famiglia non superiore a 0,70.
Beneficiari e requisiti
Per poter richiedere il contributo è obbligatorio aver già presentato domanda e incassato il contributo asilo nido erogato dall’INPS. Inoltre, il valore ICEF deve essere pari o inferiore a 0,70; chi ha un ICEF ≤ 0,40 potrà beneficiare del 100% della quota residua, mentre chi ha un ICEF compreso tra 0,40 e 0,70 otterrà il 50% di rimborso, sempre entro il tetto massimo di 2.500 euro per anno solare e per figlio.
Modalità di calcolo e tetti di rimborso
Il rimborso viene calcolato al netto di tutti gli aiuti già percepiti, inclusi i Buoni di servizio FSE+, il contributo INPS e ogni altro supporto pubblico destinato alla stessa finalità. Il massimale annuo di 2.500 euro per figlio è fissato per l’anno 2026 e rappresenta il limite di cui le famiglie potranno usufruire. Per le famiglie con ICEF ≤ 0,40 il rimborso copre interamente la parte di spesa non coperta dagli altri contributi; per quelle con ICEF tra 0,40 e 0,70 il rimborso è pari al 50% della differenza, sempre entro il limite di 2.500 euro.
Come presentare la domanda
Le spese ammissibili sono quelle sostenute a partire dal 1° settembre 2026. Le fatture dovranno essere intestate al richiedente, che deve presentare contestualmente la pratica sia all’INPS per il contributo nidi sia alla Provincia per il bonus nido. Le domande possono essere inviate tramite la piattaforma online disponibile sul sito della Provincia oppure tramite i patronati, nel periodo compreso tra aprile e settembre dell’anno successivo alla spesa.
Scadenze e canali di presentazione
Il periodo di presentazione delle domande è quindi definito da aprile a settembre dell’anno solare successivo a quello di erogazione della spesa. Per la prima applicazione le spese ammesse partono dal 1° settembre 2026, e la valutazione delle richieste sarà curata dall’Agenzia per la coesione sociale della Provincia, mentre la gestione operativa spetterà all’Agenzia provinciale per l’assistenza e la previdenza integrativa (Apapi). Per ulteriori chiarimenti è possibile contattare l’Agenzia per la coesione sociale al 0461 494110 o via e-mail all’indirizzo agenzia.coesionesociale@.



