21 Settembre 2026 ☁ 28°

Responsabilità medica: quasi 13 milioni di euro pagati in Alto Adige

L’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige ha pagato quasi 13 milioni di euro per responsabilità medica, analizzando 713 richieste in cinque anni.

Responsabilità medica: quasi 13 milioni di euro pagati in Alto Adige

Nel corso di un periodo che va dal 1° al 30 l’Azienda Sanitaria dell’alto adige (SABES) ha reso pubblici i dati relativi alle richieste di risarcimento presentate da pazienti e familiari. L’iniziativa, promossa dal Dipartimento provinciale alla Prevenzione sanitaria e salute, mira a fornire una visione trasparente del fenomeno e a distinguere tra le semplici segnalazioni e le verifiche di responsabilità medica effettivamente accertate. In totale sono state pervenute 713 domande, una media di 159 all’anno, corrispondente a appena lo 0,2 % dei circa 80.000 ricoveri annuali delle strutture provinciali.

Volume delle richieste e impatto economico

Di tutte le domande presentate, 286 hanno ricevuto un riconoscimento da parte dell’Azienda e hanno comportato un pagamento complessivo di 12.999.503,15 euro, cioè quasi 13 milioni. La cifra corrisponde a una media annua di circa 2,9 milioni di euro, una somma significativa considerando il contesto regionale e la dimensione del sistema sanitario. È importante sottolineare che l’importo totale richiesto non è stato calcolato, poiché numerose istanze non specificano una valutazione economica precisa e i valori indicati nei casi quantificati non sono stati aggregati in un unico archivio.

Dettagli sui pagamenti e sulla natura delle richieste

Le richieste di risarcimento sono tutte di natura civile e vengono prima esaminate dalla commissione di conciliazione provinciale, come previsto dalla normativa vigente. Di queste, 63 casi – pari a poco meno del 9 % del totale – non hanno trovato una soluzione nella fase extragiudiziale e sono stati quindi affidati al giudice. Questo dato evidenzia il ruolo cruciale della mediazione, ma anche i limiti del processo quando le parti non riescono a raggiungere un accordo.

Reparti più coinvolti e percorso di conciliazione

I dipartimenti sanitari che emergono come quelli più soggetti a richieste di risarcimento sono l’Ortopedia, la Traumatologia, il Pronto Soccorso, la Ginecologia e l’Ostetricia, oltre alla Chirurgia generale. Queste aree, per loro natura, gestiscono interventi urgenti e complessi, dove il margine di errore è più ridotto e le conseguenze per il paziente possono essere più gravi. L’analisi di questi dati permette di individuare in anticipo i punti critici del sistema e di focalizzare le attività di miglioramento sulla sicurezza clinica.

Il ruolo della commissione di conciliazione provinciale

La commissione di conciliazione, istituita dalla Provincia autonoma di Bolzano, è il primo filtro attraverso cui passa ogni segnalazione di responsabilità sanitaria. Il suo obiettivo è facilitare un accordo tra paziente e struttura evitando lunghe cause giudiziarie. Quando la mediazione ha esito positivo, le parti possono chiudere la pratica con un accordo transattivo; in caso contrario, la controversia passa al giudice, come avvenuto in 63 occasioni. Questo meccanismo garantisce una gestione più rapida e meno onerosa delle dispute.

Il consigliere provinciale Franz Ploner, del Team K, ha sottolineato che: «In circa cinque anni sono stati versati quasi 13 milioni di euro a titolo di risarcimento per casi di responsabilità medica a carico dell’Azienda sanitaria. L’esperienza maturata da queste vicende dovrebbe tradursi in maggiore qualità e sicurezza per i pazienti, dagli errori si deve imparare.» Questa affermazione richiama l’importanza di trasformare ogni segnalazione in un’opportunità di miglioramento, rendendo il sistema più trasparente e proattivo nella gestione dei rischi.

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