Il governo nazionale ha annunciato, nella seduta del Consiglio dei ministri del 2024, l’esenzione dal bollo auto per motocicli e per autoveicoli con potenza fino a 80 kW a partire dal 2027. La misura, pensata per alleviare le famiglie e incentivare veicoli meno inquinanti, tuttavia non si applicherà automaticamente alle Province autonome, dove il tributo è disciplinato da leggi regionali.
Quadro giuridico e finanziario della tassa in Trentino
Nel Trentino la tassa automobilistica è stata istituita con legge provinciale nel 1999 e, dopo la sentenza della Corte costituzionale, è considerata un tributo proprio della Provincia. Ciò significa che l’intero gettito rimane a disposizione dell’Amministrazione provinciale, senza alcuna spartizione con lo Stato. Nel 2024 gli incassi hanno raggiunto circa 92 milioni di euro; una possibile esenzione per 100-150 mila auto e 60-70 mila moto comporterebbe una perdita stimata tra i 40 e i 45 milioni annui.
Tre opzioni a disposizione della Provincia
Le autorità trentine possono scegliere tra tre percorsi. La prima prevede il mantenimento inalterato della normativa del 1999, continuando a raccogliere il bollo secondo le tariffe attuali. In alternativa, la Provincia può stipulare un accordo con il governo per recepire integralmente la misura nazionale, uniformando le regole a quelle previste per il resto del Paese. Infine, è possibile adottare una via intermedia: modificare la legge provinciale per creare una disciplina autonoma che rispecchi parte dei criteri nazionali, ma conservi specificità regionali, come le agevolazioni per veicoli a basse emissioni.
Impatto ambientale e sugli incentivi fiscali
Il modello trentino prevede una scala progressiva: i veicoli più inquinanti pagano un bollo più elevato mentre quelli a basse emissioni beneficiano di esenzioni o riduzioni. L’adozione assoluta dell’esenzione nazionale rischierebbe di neutralizzare questo meccanismo, riducendo l’incoraggiamento a sostituire auto vecchie e poco pulite con modelli più efficienti. Il direttore dell’ACI Trento, Leopoldo Zuanelli Brambilla, ha sottolineato che una norma “spot” per un solo anno può avere effetti limitati, ma una sua estensione strutturale potrebbe indebolire la strategia ambientale costruita dalla Provincia.
Contesto nazionale e compensazioni previste
A livello nazionale, il bollo è considerato un tributo regionale; la decisione di sospenderlo per il 2027 è accompagnata da un trasferimento di quasi 2,2 miliardi di euro all’anno per compensare le amministrazioni. Tuttavia, i dati mostrano un tasso di evasione intorno al 13 % (circa 1 miliardo di euro su 7,7 miliardi di potenziale gettito). Le regioni più colpite da evasione, come Molise, Calabria e Umbria, devono comunque affrontare costi di controllo, mentre province autonome come Trento e Bolzano registrano percentuali di incasso volontario inferiori al 10 %. Questo scenario rende più rilevante per il Trentino la scelta di mantenere un proprio sistema di riscossione.
La decisione avrà conseguenze dirette sui bilanci provinciali, sulla capacità di finanziare servizi pubblici e sulla strategia di riduzione delle emissioni, creando un vero bivio tra autonomia fiscale e coerenza con le politiche nazionali.



