Nel corso di un periodo che va dal 1° al 30 l’Azienda Sanitaria dell’alto adige (SABES) ha reso pubblici i dati relativi alle richieste di risarcimento presentate da pazienti e familiari. L’iniziativa, promossa dal Dipartimento provinciale alla Prevenzione sanitaria e salute, mira a fornire una visione trasparente del fenomeno e a distinguere tra le semplici segnalazioni e le verifiche di responsabilità medica effettivamente accertate. In totale sono state pervenute 713 domande, una media di 159 all’anno, corrispondente a appena lo 0,2 % dei circa 80.000 ricoveri annuali delle strutture provinciali.
Volume delle richieste e impatto economico
Di tutte le domande presentate, 286 hanno ricevuto un riconoscimento da parte dell’Azienda e hanno comportato un pagamento complessivo di 12.999.503,15 euro, cioè quasi 13 milioni. La cifra corrisponde a una media annua di circa 2,9 milioni di euro, una somma significativa considerando il contesto regionale e la dimensione del sistema sanitario. È importante sottolineare che l’importo totale richiesto non è stato calcolato, poiché numerose istanze non specificano una valutazione economica precisa e i valori indicati nei casi quantificati non sono stati aggregati in un unico archivio.
Dettagli sui pagamenti e sulla natura delle richieste
Le richieste di risarcimento sono tutte di natura civile e vengono prima esaminate dalla commissione di conciliazione provinciale, come previsto dalla normativa vigente. Di queste, 63 casi – pari a poco meno del 9 % del totale – non hanno trovato una soluzione nella fase extragiudiziale e sono stati quindi affidati al giudice. Questo dato evidenzia il ruolo cruciale della mediazione, ma anche i limiti del processo quando le parti non riescono a raggiungere un accordo.
Reparti più coinvolti e percorso di conciliazione
I dipartimenti sanitari che emergono come quelli più soggetti a richieste di risarcimento sono l’Ortopedia, la Traumatologia, il Pronto Soccorso, la Ginecologia e l’Ostetricia, oltre alla Chirurgia generale. Queste aree, per loro natura, gestiscono interventi urgenti e complessi, dove il margine di errore è più ridotto e le conseguenze per il paziente possono essere più gravi. L’analisi di questi dati permette di individuare in anticipo i punti critici del sistema e di focalizzare le attività di miglioramento sulla sicurezza clinica.
Il ruolo della commissione di conciliazione provinciale
La commissione di conciliazione, istituita dalla Provincia autonoma di Bolzano, è il primo filtro attraverso cui passa ogni segnalazione di responsabilità sanitaria. Il suo obiettivo è facilitare un accordo tra paziente e struttura evitando lunghe cause giudiziarie. Quando la mediazione ha esito positivo, le parti possono chiudere la pratica con un accordo transattivo; in caso contrario, la controversia passa al giudice, come avvenuto in 63 occasioni. Questo meccanismo garantisce una gestione più rapida e meno onerosa delle dispute.
Il consigliere provinciale Franz Ploner, del Team K, ha sottolineato che: «In circa cinque anni sono stati versati quasi 13 milioni di euro a titolo di risarcimento per casi di responsabilità medica a carico dell’Azienda sanitaria. L’esperienza maturata da queste vicende dovrebbe tradursi in maggiore qualità e sicurezza per i pazienti, dagli errori si deve imparare.» Questa affermazione richiama l’importanza di trasformare ogni segnalazione in un’opportunità di miglioramento, rendendo il sistema più trasparente e proattivo nella gestione dei rischi.



