Il Consiglio provinciale di Trento ha dato il via libera al Bilancio consolidato 2025 con una votazione di 18 a favore e 13 contrari. Il documento riporta un patrimonio netto di 10,53 miliardi di euro e un attivo complessivo di 13,6 miliardi, evidenziando la solidità finanziaria dell’intero sistema Provincia. Tuttavia, la discussione si è rapidamente spostata su temi più specifici, tra cui la gestione delle case pubbliche e la trasparenza delle partecipate provinciali.
Alloggi Itea vuoti: cifre, cause e polemiche
Il consigliere Filippo Degasperi (Onda) ha sollevato l’incredibile dato di 1.745 alloggi Itea non occupati scoperto solo grazie a un accesso agli atti. Nel 2020 il numero era già salito a 1.000 e nel 2015 si attestava intorno a 700, segnalando un trend preoccupante. Degasperi ha evidenziato che nel Consolidato 2022 Itea disponeva di soli 7 milioni di euro per investimenti, ossia meno di 1 000 euro per ogni unità abitativa. Pur riconoscendo che nel 2025 gli investimenti sono aumentati a 40 milioni, ha sostenuto che tale balzo è frutto di correzioni obbligate, non di un nuovo slancio strategico. Inoltre, ha notato che il numero di alloggi complessivo è diminuito rispetto al 2015, contraddicendo gli obiettivi di ampliamento prefissati.
Proposte di riforma da parte di Lucia Coppola
La consigliera Lucia Coppola (AVS) ha ampliato il dibattito sulla casa, chiedendo una priorità politica assoluta per l’edilizia pubblica. Ha suggerito di attivare l’autoricupero degli alloggi, consentendo agli assegnatari di effettuare piccoli interventi di manutenzione autonomamente, e di garantire soluzioni alternative in caso di sfratto per motivi di morosità legati a perdita di lavoro o malattia. Coppola ha inoltre invitato a ripensare l’uso dell’edilizia residenziale pubblica, non più solo per le fasce più marginali ma anche come sostegno per famiglie e professionisti esclusi dal mercato privato.
Risposte istituzionali e altre critiche politiche
L’assessore Achille Spinelli ha difeso il ruolo del Bilancio consolidato definendolo una fotografia dell’intero patrimonio provinciale, non uno strumento di programmazione. Ha ribadito che la pianificazione a lungo termine avviene nei documenti di previsione e di assestamento. Sul fronte delle partecipate, Spinelli ha sottolineato l’autonomia di Dolomiti Energia nella gestione della crisi energetica e ha spiegato la separazione tra Trentino Sviluppo e Trentino Marketing per migliorare chiarezza operativa. Inoltre, ha difeso la liquidità della Cassa del Trentino ricordando che la maggior parte dei fondi è già vincolata a investimenti programmatici, e ha evidenziato le misure per il potere d’acquisto, come l’addizionale Irpef e Irap.
Altri commenti della minoranza
Il capogruppo Francesco Valduga (Campobase) ha evidenziato la necessità di una più forte regia provinciale sul sistema partecipativo, criticando la mancanza di coordinamento e innovazione nella gestione delle società partecipate. Ha inoltre rimarcato l’assenza del presidente della Provincia nella discussione, considerandola un segnale di scarso coinvolgimento politico. Paola Demagri (Casa ) ha definito il bilancio uno strumento di verifica dell’efficacia delle politiche, denunciando una risposta insufficiente alle emergenze abitative e alla crescente povertà, pur riconoscendo gli sforzi finora compiuti. La votazione finale ha confermato l’approvazione del bilancio, ma le polemiche rimangono aperte su come tradurre gli impegni finanziari in risultati concreti per i cittadini.



