Sabato 3 ottobre, poco dopo le 17:00, l’area delle Torri di Madonna Bianca a Trento Sud è stata teatro di una vera raffica di spari. I rumori, inizialmente confusi con petardi, si sono rivelati colpi di arma da fuoco che hanno colpito una vettura parcheggiata e un appartamento al terzo piano della torre 13. La violenza ha scosso un quartiere altrimenti tranquillo, lasciando i residenti sotto shock.
Danni materiali e testimonianze dei residenti
I proiettili hanno spazzato via i finestrini di una Volkswagen Touran, frantumando il vetro e diffondendo frammenti per l’intera zona. Nello stesso tratto, le vetrate di un appartamento al terzo piano si sono infrante, facendo volare schegge all’interno delle stanze. Alcuni abitanti hanno dichiarato di aver sentito il primo colpo come un fragore simile a quello dei fuochi d’artificio, per poi rendersi conto della gravità della situazione quando le finestre sono esplose.
Indagini in corso: profili dei sospetti e ipotesi di movente
Le forze dell’ordine hanno immediatamente inviato sul posto le volanti della questura la squadra mobile e la polizia scientifica che hanno raccolto prove balistiche e avviato i rilievi necessari. Secondo le prime ricostruzioni, gli spari sarebbero stati effettuati da due uomini che, dopo il colpo, hanno tentato la fuga. La loro identità resta ancora ignota, ma le autorità hanno aperto una pista di Tentato omicidio e di porto abusivo d’armi.
Possibile faida tra famiglie Sinti
Una delle ipotesi più approfondite riguarda una faida tra famiglie di origine Sinti. Poco prima della sparatoria, fuori dal carcere di Trento, si sarebbe verificato un acceso litigio tra due donne appartenenti a clan diversi; le parole di insulto avrebbero innescato una risposta violenta, con una “spedizione punitiva” organizzata da individui provenienti da Bolzano. A supporto di questa teoria, gli investigatori hanno rilevato la presenza di un 41enne sotto domicilio, coinvolto in precedenti indagini sugli assalti ai bancomat, la cui famiglia sarebbe stata coinvolta nel conflitto.
Reazioni istituzionali e possibili provvedimenti
Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli ha espresso immediatamente solidarietà ai residenti, definendo l’accaduto un “evento gravissimo” per la comunità. Anche il questore Francesco Zerilli ha sottolineato l’intensità delle indagini, promettendo “la massima attenzione” da parte della questura di Trento e di Bolzano. Parallelamente, l’Istituto Trentino per l’Edilizia e l’Assistenza (ITEA) ha segnalato la possibilità di revocare l’alloggio pubblico di una delle famiglie coinvolte, a seguito di condanne definitive emerse negli ultimi giorni.
Nel frattempo, le attività di procura continuano a esaminare le registrazioni delle telecamere di sorveglianza e a confrontare i residui balistici con il database nazionale, nella speranza di ricostruire il percorso di fuga dei sospetti. L’intera zona resta sotto stretta sorveglianza, con i residenti che attendono aggiornamenti e chiedono un ritorno alla normalità.



