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Qualificazione delle stazioni appaltanti in Trentino: dati e novità

Quasi la metà dei comuni trentini è priva di qualificazione per le gare: ecco i numeri, le eccezioni e il nuovo assetto di APAC.

Qualificazione delle stazioni appaltanti in Trentino: dati e novità

Durante la seduta della Prima Commissione del Consiglio provinciale di Trento, il dirigente generale dell’Agenzia provinciale per gli appalti e contratti (APAC), Antonio Tita ha illustrato lo stato di avanzamento del nuovo sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti. L’intervento ha messo in luce dati inattesi: su 181 enti – comunali e comunitari – quasi la metà non possiede la qualificazione necessaria per gestire lavori pubblici.

Situazione attuale di qualificazione nel Trentino

Secondo le cifre messe a disposizione, 81 enti (44,75%) risultano non qualificati per la progettazione e l’affidamento dei lavori. Solo 47 amministrazioni (25,97%) hanno ottenuto la qualificazione completa, cioè la capacità di gestire sia la fase di progettazione sia quella di affidamento della gara.

Dettagli per lavori pubblici

Un altro gruppo di 53 enti è stato riconosciuto qualificato esclusivamente per la fase di esecuzione dei contratti, senza poter condurre le fasi preliminari di progettazione o aggiudicazione. Queste differenze di abilitazione creano un panorama variegato, in cui la capacità di gestire l’intero ciclo di vita di un appalto è ancora limitata a una minoranza di amministrazioni.

Dettagli per servizi e forniture

Nel comparto servizi e forniture la situazione risulta ancora più marcata: 104 enti (57,46%) non sono qualificati, mentre 38 amministrazioni (20,99%) hanno la qualificazione completa per progettare e affidare. Un ulteriore 39 enti dispone soltanto dell’abilitazione per l’esecuzione del contratto.

Il nuovo assetto normativo e il ruolo strategico di APAC

La riforma nazionale del Codice dei contratti pubblici mira a ridurre la frammentazione, un fenomeno storico alimentato da più di 40.000 stazioni appaltanti distribuite sul territorio. Il nuovo modello propone una specializzazione degli uffici e il ricorso a centrali di committenza qualificate con l’obiettivo di uniformare le procedure e migliorare l’efficienza.

In Trentino, il percorso di riorganizzazione di APAC è stato avviato nel 2025. L’agenzia è destinata a diventare una centrale di committenza di diritto responsabile di supportare le amministrazioni locali nella gestione delle gare che superano le soglie di qualificazione. La proposta prevede una revisione dell’atto organizzativo e della carta dei servizi introducendo una più chiara distribuzione delle responsabilità, una programmazione quadrimestrale delle procedure di gara e una standardizzazione della documentazione amministrativa.

Implicazioni operative per gli enti non qualificati

Nonostante la mancanza di qualificazione, gli enti locali non sono esclusi dalla possibilità di affidare lavori. Per gli lavori pubblici il limite è fissato a 500.000 euro mentre per servizi e forniture la soglia è di 140.000 euro. Sotto questi valori, le amministrazioni possono procedere in autonomia, avvalendosi anche degli strumenti telematici messi a disposizione delle centrali di committenza.

Qualora l’importo superi le soglie indicate, è obbligatorio rivolgersi a una stazione appaltante qualificata. Questo meccanismo garantisce che i contratti di maggiore entità vengano gestiti da soggetti certificati, rispettando i requisiti di competenza e trasparenza richiesti dalla normativa.

Un ulteriore aspetto evidenziato da Tita riguarda la formazione del personale. La qualificazione di una stazione richiede una formazione iniziale specifica, seguita da aggiornamenti continui e certificati. Solo così è possibile mantenere la validità della qualificazione nel tempo, evitando sanzioni da parte dell’ANAC.

Infine, la discussione in Commissione ha toccato tematiche come la possibilità di aggregare più comuni per condividere una stazione qualificata, gli incentivi economici per il personale specializzato (fino a 25.000 euro lordi) e la gratuità dei servizi offerti da APAC. Sono restate chiare le limitazioni imposte dalla normativa nazionale, che non consente la creazione di un sistema provinciale di qualificazione autonomo.

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