15 Ottobre 2026 🌤 18°

Tavolo 27, la pizzeria che reinserisce detenuti a Trento

Una pizzeria vicino al carcere di Trento dà lavoro a chi è in semilibertà, creando una vera filiera solidale.

Tavolo 27, la pizzeria che reinserisce detenuti a Trento

Il 15 ottobre la Provincia autonoma di Trento ha consegnato le chiavi di un nuovo locale a Spini di Gardolo, a due passi dalla Casa circondariale. Il ristorante-pizzeria, battezzato Tavolo 27 nasce con l’obiettivo di trasformare il lavoro in uno strumento di riabilitazione per persone coinvolte in percorsi penitenziari. L’iniziativa fa parte del Distretto dell’economia solidale, una rete che riunisce istituzioni, terzo settore, imprese e associazioni per promuovere il reinserimento sociale.

Il nome e la cornice istituzionale

Il nome Tavolo 27 richiama l’articolo 27 della Costituzione italiana, che stabilisce la pena come mezzo di rieducazione. Il tavolo, simbolo di incontro, è stato materializzato all’interno del locale con un vero tavolo numerato 27, destinato a ospitare dibattiti, testimonianze e iniziative civiche. La realizzazione dell’edificio è stata curata dal Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale (SOVA), mentre il Servizio Politiche Sociali finanzia i primi tre anni di gestione.

Come funziona la collaborazione tra carcere e ristorante

La gestione è affidata a Spinipizza Impresa Sociale srl costituita da quattro enti del terzo settore Trentino: Kaleidoscopio, Comunità Murialdo, APAS e Con.Solida. All’interno del locale lavorano al fianco di professionisti della ristorazione anche 6-8 persone in regime di semilibertà, tirocinio o misura alternativa, ciascuna seguita da un tutor aziendale. I candidati provengono principalmente da corsi di formazione dell’Istituto Alberghiero di Levico Terme, selezionati con la direzione della Casa circondariale. Al termine del percorso Spinipizza rilascia un’attestato di competenze, aprendo la porta a tirocini di inclusione o a assunzioni dirette.

La filiera “dal seme al piatto”

Un elemento distintivo è la filiera solidale che collega la produzione agricola interna al carcere con la cucina del ristorante. Il prodotto nasce nei campi del presidio, viene trasformato in laboratori esterni e arriva infine sui piatti serviti ai clienti. Questo ciclo “dal seme al piatto” rende il locale una vetrina viva del valore aggiunto generato dalle persone coinvolte, dimostrando che la qualità può nascere anche in contesti di reinserimento.

Inaugurazione, orari e offerta gastronomica

Alla cerimonia di consegna delle chiavi, presieduta dal governatore Maurizio Fugatti, hanno partecipato circa 150 ospiti, tra cui il sindaco Franco Ianeselli, l’assessore provinciale Mario Tonina e rappresentanti del mondo giudiziario. Il locale aprirà dal lunedì al sabato a pranzo e dal giovedì al sabato per aperitivo e cena. Il menù punta su staggerietà stagionale prodotti del territorio e proposte vegetariane e vegane, con una formula più semplice per i lavoratori dell’area industriale e opzioni più ricche per famiglie e cene aziendali.

Le serate del giovedì e del venerdì saranno riservate a eventi culturali – presentazioni di libri, incontri tematici e collaborazioni con associazioni locali – per consolidare il ruolo del Tavolo 27 come ponte tra il mondo penitenziario e la cittadinanza.

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