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Sequestro a Arco: 1 chilo di hashish e coltello trovati in auto

Un blitz serale dei Carabinieri ha sventato un traffico di hashish nella periferia di Arco.

Sequestro a Arco: 1 chilo di hashish e coltello trovati in auto

La scorsa settimana il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia carabinieri di Riva del Garda ha intensificato i pattugliamenti serali nella zona di Arco, in provincia di Trento, con l’obiettivo di impedire la diffusione di attività illecite. L’operazione, inserita in una più ampia strategia di prevenzione, ha previsto controlli puntuali su veicoli sospetti, soprattutto in aree dove i cittadini avevano già segnalato movimenti anomali.

In risposta alle denunce dei residenti di una frazione periferica, i militari hanno individuato un’autovettura parcheggiata in un sito poco frequentato. L’automobile è stata fermata per un controllo di routine, ma l’atteggiamento agitato dei due occupanti – una madre e il figlio – ha spinto gli agenti ad approfondire la verifica, scatenando una perquisizione che ha portato a risultati sorprendenti.

Blitz notturno a Arco: scoperto un chilo di hashish

Durante la perquisizione è stato rinvenuto circa un chilogrammo di hashish, suddiviso in dieci panetti dal peso di circa cento grammi ciascuno. La droga è stata sequestrata e custodita dal comando di zona, in attesa di ulteriori accertamenti forensi. La scoperta ha confermato le preoccupazioni espresse dagli abitanti, i quali avevano osservato traffici di persone e veicoli in orari insoliti.

Le segnalazioni dei residenti

I cittadini della zona avevano riferito ai Carabinieri di frequenti spostamenti notturni di una coppia non identificata e di veicoli con itinerari irregolari. Queste informazioni sono state fondamentali per orientare le forze dell’ordine verso la zona di interesse, dimostrando l’importanza della collaborazione tra popolazione e autorità nella lotta contro il narcotraffico.

Arresto di madre e figlio e le conseguenze legali

Una volta completata la perquisizione, entrambi gli individui sono stati posti in stato di arresto in flagranza e trasferiti presso la Casa circondariale di Spini di Gardolo. Durante la perquisizione personale, infatti, uno dei due è stato trovato in possesso di un coltello, elemento che ha comportato l’aggiunta dell’accusa di porto abusivo di arma al provvedimento restrittivo.

Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Rovereto, su richiesta della Procura della Repubblica, ha convalidato gli arresti e, pur decidendo la scarcerazione dei due indagati, ha imposto la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il procedimento resta nella fase di indagine preliminare, e la responsabilità penale dei fermati sarà valutata in sede giudiziale, nel rispetto della presunzione di innocenza.

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