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Rapina a un’azienda agricola di canapa: fermati cinque uomini residenti in provincia di Trento

Un'azione violenta nella notte del 24 maggio a Casaleone ha visto cinque persone residenti in provincia di Trento tentare di portare via circa tre quintali di canapa. Grazie all'allarme lanciato da un operaio e al rapido intervento dei carabinieri, tutta la banda è stata catturata e la refurtiva recuperata.

Rapina a un’azienda agricola di canapa: fermati cinque uomini residenti in provincia di Trento

Un furto in piena notte in un’azienda specializzata nella lavorazione della canapa indiana ha scosso la zona di Casaleone: la tentata rapina, avvenuta nella notte del 24 maggio, si è trasformata in un’operazione sventata dopo l’intervento dei lavoratori e dei carabinieri. Diversi elementi dell’accaduto sono emersi dalle ricostruzioni delle forze dell’ordine e dalle testimonianze degli operai presenti in stabilimento.

Il bilancio dell’azione è chiaro: cinque persone arrestate, merce recuperata e mezzi sequestrati, oltre a denunce per aggressione. Le indagini proseguono per chiarire ruoli e responsabilità all’interno della banda e per ricostruire la logistica dell’assalto.

La dinamica dell’assalto

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, intorno alle 3:00 del mattino i malviventi hanno sfondato il cancello d’accesso e sono penetrati nei capannoni a bordo di due furgoni cassonati. Obiettivo: i magazzini dove erano custoditi scatoloni contenenti prodotti ormai confezionati e pronti per la distribuzione.

Modalità e strumenti utilizzati

Gli aggressori, con il volto coperto da passamontagna, erano in possesso di numerosi strumenti per lo scasso e di spray urticante. Durante la fase di carico hanno aggredito alcuni operai, colpendo al volto almeno un lavoratore con lo spray, mentre gli altri cercavano di opporre resistenza e di dare l’allarme.

La reazione degli operai e l’arrivo dei carabinieri

La prontezza di uno degli operai si è rivelata determinante: riuscito a svincolarsi, ha contattato il 112 e alertato la centrale operativa. In seguito alla chiamata, pattuglie delle stazioni di Sanguinetto, Legnago, Minerbe e Nogara sono confluite sul posto, mettendo in campo un dispositivo che ha consentito di fermare inizialmente un membro della banda.

La fuga e la cattura

Gli altri quattro complici hanno tentato una fuga a piedi attraverso i campi circostanti, ma la ricerca estesa in tutta la campagna limitrofa si è conclusa rapidamente: i militari hanno rintracciato e arrestato tutti i componenti del gruppo. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati i furgoni usati per l’ingresso nello stabilimento, vari passamontagna, lo spray urticante e numerosi attrezzi da scasso.

Sequestro della refurtiva e provvedimenti giudiziari

I carabinieri hanno recuperato l’intera quantità di merce che la banda aveva caricato: si parla di circa tre quintali di prodotti già pronti per la spedizione. Poco distante dall’azienda è stata anche trovata un’auto di grossa cilindrata che, secondo gli investigatori, sarebbe servita da veicolo per la fuga dopo aver nascosto i furgoni.

Arresti e conferme del tribunale

I fermati risultano essere cinque uomini di età variabile — 61, 34, 30, 29 e 24 anni — tutti residenti nella provincia di Trento e già noti alle forze dell’ordine per precedenti reati. Sono stati trasferiti nel carcere di Montorio a Verona; in seguito il giudice del tribunale di Verona ha convalidato gli arresti e disposto la custodia cautelare in carcere.

Conseguenze e riflessioni

L’episodio mette in evidenza rischi operativi e di sicurezza per le aziende agricole che lavorano con prodotti sensibili come la canapa. Il fatto che la banda abbia pianificato l’azione e usato mezzi pesanti dimostra una volontà organizzata di colpire strutture produttive, mentre la pronta reazione dei lavoratori e la coordinazione delle pattuglie hanno evitato un danno più consistente.

Prospettive per la sicurezza aziendale

Le aziende del settore potrebbero considerare misure aggiuntive di protezione: dall’installazione di sistemi di videosorveglianza avanzata all’adozione di procedure di emergenza per gli operatori, fino a collaborazioni più strette con le forze dell’ordine locali per aumentare la vigilanza preventiva nelle ore notturne.

Le indagini proseguiranno per accertare eventuali complicità esterne e la provenienza logistica dei mezzi utilizzati. Intanto la vicenda si chiude, per il momento, con il recupero della merce e la detenzione dei responsabili in attesa del processo.

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