Negli ultimi anni il fenomeno delle biciclette elettriche truccate è diventato un capitolo di cronaca nelle città italiane, dove alcuni utenti superano i limiti imposti dal Codice della strada per le e-bike. Il 4 novembre 2026, le forze dell’ordine locali hanno intercettato un caso emblematico: un ciclista in via Maccani a Trento sfrecciava a 45 km/h, una velocità più tipica di un ciclomotore che di una bicicletta a pedalata assistita.
Intercettazione in via Maccani
Gli agenti della polizia locale di Trento avevano già ricevuto segnalazioni sul veicolo, ma hanno deciso di intervenire direttamente quando hanno notato il componente che superava di gran lunga la soglia dei 25 km/h consentiti alle e-bike. Il conducente, diretto verso sud, è stato fermato per un controllo di routine. Durante la sosta, gli officianti hanno verificato l’assenza di elementi di sicurezza obbligatori, come casco e targa, e hanno avviato le procedure previste per i veicoli non conformi.
Modifica illegale del mezzo
L’ispezione ha rivelato che il mozzo della bicicletta era stato equipaggiato con un motore dotato di acceleratore, consentendo di muoversi senza alcuna propulsione muscolare. In pratica, il pulsante installato trasforma la bici in un vero e proprio ciclomotore, per il quale la normativa richiede patente, casco, carta di circolazione e targa. Nessuno di questi requisiti era presente sul veicolo, rendendo la sua circolazione assolutamente illegale.
Sanzioni comminate e impatto economico
Le multe applicate sono state particolarmente pesanti: per la guida senza patente è stato disposto un importo di 5.100 euro, riducibile a 3.571 euro se pagato entro cinque giorni, accompagnato da un fermo amministrativo del mezzo per tre mesi. Altre sanzioni includono 84 euro per la mancanza di casco, una somma compresa tra 158 e 635 euro per l’assenza della carta di circolazione (con contestuale sequestro del ciclomotore) e 80 euro per la mancanza della targa. Il totale supera i 4.000 euro, a condizione che il pagamento avvenga entro i termini previsti.
Un fenomeno in crescita e le sue implicazioni
Il caso di Trento si inserisce in una tendenza più ampia: molte e-bike vengono potenziate per superare il limite di 25 km/h, arrivando addirittura a 50-60 km/h. Queste unità, spesso prive di freni adeguati, luci e coperture assicurative, rappresentano un pericolo sia per i loro conducenti sia per gli altri utenti della strada o delle piste ciclabili. Le autorità cittadine e le forze dell’ordine hanno avvertito che la proliferazione di biciclette elettriche modificate potrebbe tradursi in un aumento di incidenti e sanzioni, sottolineando l’importanza di rispettare le normative vigenti.
L’episodio di via Maccani dimostra come la combinazione di velocità eccessiva, assenza di equipaggiamento di sicurezza e mancanza di documentazione possa generare sanzioni economiche considerevoli e sospensione della libertà di circolazione. La vicenda funge da monito per chiunque consideri di “truccare” la propria e-bike: la legge è chiara e le conseguenze possono essere gravissime.



