L’Anno Internazionale delle Donne Agricoltrici 2026 proclamato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e coordinato dalla FAO ha fornito un’occasione unica per mettere in luce il contributo delle imprenditrici agricole nelle zone alpine.
In alto adige la presenza femminile nel settore lattiero-caseario supera ogni aspettativa, confermando il valore strategico delle donne nelle filiere agroalimentari.
607 imprese femminili: una quota significativa nell’allevamento lattiero-caseario
Nel territorio dell’Alto Adige si contano 607 aziende a conduzione femminile specializzate nella produzione di latte, pari al 22,1 % delle 2.745 fattorie gestite da donne e all’11,6 % delle 5.214 imprese del settore bovino lattiero-caseario. Questi numeri evidenziano come la presenza femminile non sia più un caso isolato, ma una componente strutturale della filiera.
Distribuzione territoriale e razze allevate
Le aziende si concentrano soprattutto nelle valli montane, dove la tradizione al mattone si combina con pratiche innovative come l’uso di tecnologie per il monitoraggio della salute delle vacche. La razza più diffusa è la Grigio Alpina apprezzata per la qualità del latte.
Associazioni, cooperative e il valore aggiunto delle donne
Antonia Egger, presidente dell’Associazione delle Donne Coltivatrici Sudtirolesi che conta 17.000 iscritte sottolinea che le donne “spesso hanno quell’intuizione in più” per coniugare storia, tradizione e innovazione. Dalla sua voce emerge la consapevolezza che il ruolo femminile è determinante per la qualità e l’efficienza del settore.
Alla stessa ottica è Annemarie Kaser, direttrice della Federazione Latterie Alto Adige. L’organizzazione aggrega 9 cooperative lattiero-casearie con circa 4.000 masi di montagna membri, che insieme gestiscono circa 60.000 vacche e producono oltre un milione di litri di latte al giorno. “In un territorio montano come il nostro, il modello cooperativo garantisce che nessun produttore venga lasciato indietro”, afferma Kaser, evidenziando l’importanza della solidarietà tra produttori.
Bettina Kofler a Collepietra: tradizione e diversificazione
Nel piccolo comune di Collepietra, la contadina Bettina Kofler gestisce il maso Vieiderhof con un piccolo branco di 20–25 vacche Grigio Alpina. Oltre alla produzione di latte, ha avviato un’attività di catering rivolta a prodotti tipici locali, dimostrando come la multifunzionalità possa coesistere con la tradizione agricola.
“Perché sono proprio le donne – spesso – ad avere quell’intuizione in più e il coraggio di buttarsi in nuovi progetti”, racconta Kofler, sottolineando come la creatività femminile possa generare nuove opportunità di mercato anche in aree remote come le valli altoatesine.



