13 Ottobre 2026 🌤 11°

Incidente in Val di Fassa: la caduta di una giovane scalatrice

Una caduta di circa 20 m ha colpito una giovane arrampicatrice a Roda di Vael; scopri come è avvenuto il salvataggio.

Incidente in Val di Fassa: la caduta di una giovane scalatrice

La Roda di Vael imponente parete calcarea che sovrasta la Val di Fassa, è meta prediletta per chi pratica l’arrampicata sportiva. Il 12 ottobre, nella serata di fine primavera, una giovane scalatrice di 28 anni, nata nel 1997, si trovava a percorrere la penultima lunghezza di una via classica, procedendo da prima di cordata. Mentre assicurava la propria progressione, l’appiglio a cui era aggrappata si è improvvisamente allentato, facendo crollare una delle protezioni intermedie che aveva sistemato lungo il percorso. Il suo corpo è precipitato per circa venti metri, arrivando sotto la sosta del compagno di cordata, che ha assistito all’accaduto.

Il compagno, subito consapevole della gravità, ha attivato il Numero unico per le emergenze 112 intorno alle 19:00, segnalando una caduta di circa 20 metri su una parete rocciosa. L’allarme è stato rapidamente trasmesso alla Centrale unica di emergenza la quale ha disposto l’intervento dell’elisoccorso e ha allertato la Stazione Centro Fassa del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino pronta a fornire supporto in piazzola. La presenza di tre operatori esperti ha garantito la disponibilità di attrezzature specifiche per un eventuale intervento di salvataggio in mezze difficili, sottolineando la prontezza delle strutture di soccorso alpine nella regione.

Operazione di salvataggio e primo soccorso

La risposta dell’elisoccorso è stata immediata: un elicottero è atterrato in prossimità della parete e, mediante un verricello ha calato a bordo il tecnico specializzato. Nonostante i traumi multipli la giovane rimaneva cosciente durante la procedura di estrazione. Il soccorritore l’ha avvolta in una imbracatura di sicurezza e, grazie al winch, l’ha sollevata fino alla piattaforma di atterraggio situata presso il rifugio di Roda di Vael. Qui l’équipe sanitaria del rifugio ha iniziato le prime cure monitorando i segni vitali e stabilizzando le lesioni riportate dalla caduta.

Il tecnico, dopo aver assicurato l’infortunata, ha effettuato una seconda “rotazione” per recuperare anche il compagno di cordata, il quale, sebbene scosso, era in grado di collaborare al proprio rilascio. Una volta entrambi messi in sicurezza, l’elicottero ha effettuato l’evacuazione verso Trento. All’arrivo presso la piazzola del rifugio la donna è stata nuovamente valutata prima di essere elitrasportata all’ospedale Santa Chiara di Trento dove i medici hanno iniziato le cure definitive per i politrami subiti, garantendo monitoraggio intensivo e analgesia adeguata.

Coordinamento tra le strutture di soccorso

La sinergia tra il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino e il servizio di elisoccorso è stata fondamentale per la riuscita dell’operazione. I tre operatori della stazione Centro Fassa hanno fornito indicazioni precise sul terreno, predisponendo la piazzola per l’atterraggio dell’elicottero e gestendo la logistica dei soccorsi in alta quota. Grazie all’uso del verricello e all’esperienza dei tecnici, è stato possibile limitare i tempi di esposizione dell’infortunata alle condizioni atmosferiche avverse, riducendo il rischio di complicazioni aggiuntive. Questo caso evidenzia ancora una volta l’importanza di un sistema di emergenza integrato, capace di intervenire rapidamente in situazioni critiche sulla montagna.

Lezione per gli appassionati di montagna

Questo incidente ricorda a tutti gli appassionati di montagna l’indispensabile attenzione nella verifica di appigli e protezioni prima di ogni salita, soprattutto quando si scala da prima di cordata. La perdita improvvisa di un punto d’appoggio può generare una caduta di notevole entità, anche su pareti ben conosciute come la Roda di Vael. Gli operatori di soccorso, come dimostrato, sono pronti a intervenire tempestivamente, ma la prevenzione resta la strategia più efficace per evitare simili tragedie. La comunità climber locale è invitata a condividere le esperienze, a partecipare a corsi di autodifesa in montagna e a mantenere una costante comunicazione con i partner di cordata, garantendo così una maggiore sicurezza per tutti.

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