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Incontro del Codacons a Trento per le vittime della presunta truffa Hashburst

Il Codacons chiama a raccolta i risparmiatori che denunciano perdite nel progetto Hashburst per ricostruire investimenti e valutare iniziative legali; l'appuntamento è fissato a Trento.

Incontro del Codacons a Trento per le vittime della presunta truffa Hashburst

Il Codacons ha convocato i risparmiatori che segnalano di aver subito perdite legate al progetto Hashburst: l’appuntamento è per sabato 24 ottobre all’Hotel America di via Torre Verde 50 a Trento. L’obiettivo dell’incontro è ascoltare le testimonianze, verificare la documentazione in possesso dei risparmiatori e valutare possibili azioni coordinate per il recupero delle somme. Sullo sfondo resta l’inchiesta delle autorità che ha già portato a misure cautelari e sequestri.

La vicenda riguarda dispositivi pubblicizzati come in grado di produrre criptovalute e generare rendimenti periodici. Gli investigatori ipotizzano che tali apparecchiature non avessero la potenza necessaria e che i rendimenti mostrati sulle piattaforme fossero ingannevoli. Di fronte a questo quadro, l’associazione ha predisposto un confronto pubblico per mettere insieme elementi utili alla ricostruzione dei singoli casi.

Procedimenti, numeri e persone coinvolte nell’inchiesta

L’indagine delle autorità finanziare ha portato all’esecuzione di cinque misure cautelari e al sequestro preventivo di beni per oltre 877mila euro. Complessivamente risultano quindici le persone indagate mentre il giro d’affari ipotizzato nel solo Trentino-Alto Adige è stato stimato intorno ai cinque milioni di euro. Le autorità hanno ricostruito che le vittime potrebbero essere almeno 200 nella regione, sulla base degli elementi finora emersi.

Ruoli e ipotesi emerse

Tra le persone coinvolte figura Alessandro Groff consulente finanziario presso Banca Mediolanum raggiunto dalle misure cautelari che includono anche arresti domiciliari tra i provvedimenti: in totale sono cinque le persone ai domiciliari. Le responsabilità penali e i profili soggettivi restano ora oggetto di accertamento nelle sedi giudiziarie, mentre le indagini proseguono per chiarire ruoli e modalità dell’operazione.

Sequestri, cifre parziali e testimonianze economiche

Il valore del sequestro preventivo indicato supera i 877mila euro cifra che rappresenta solo una parte delle somme che gli inquirenti stanno esaminando: segnalazioni e denunce raccolte finora hanno portato a un fermo amministrativo di quasi 900mila euro in termini di provvedimenti cautelari, ma l’impatto complessivo stimato si avvicina ai cinque milioni di euro nella sola area trentina. Tra i casi rilevati c’è chi, dopo aver investito 120mila euro ha dichiarato di aver ottenuto solo 14 come rendimento in termini operativi o contabilizzati nelle schermate fornite dagli operatori.

Questi numeri sottolineano come le acquisizioni documentali siano decisive: contratti, ricevute di bonifico, messaggi scambiati con i promotori, materiale promozionale e schermate delle piattaforme rappresentano elementi fondamentali per ricostruire le posizioni e per eventuali azioni risarcitorie.

Ruolo del Codacons e presenza di legali all’incontro

Il Codacons Alto Adige-Südtirol ha reso noto di mettere a disposizione strumenti per predisporre nuove querele e verificare quelle già presentate, oltre a valutare iniziative legali coordinate con altri uffici territoriali come Codacons Bolzano e l’organizzazione centrale Codacons nazionale. All’appuntamento parteciperanno rappresentanti legali per spiegare le possibili strade processuali e le implicazioni pratiche della documentazione raccolta.

L’associazione ha inoltre avviato interlocuzioni con la banca presso cui lavorava il consulente raggiunto dalle misure, con l’intento di esplorare possibili soluzioni che facilitino una definizione rapida delle controversie e, ove possibile, il recupero delle somme perdute. Queste trattative si svolgono in parallelo all’attività giudiziaria e hanno natura interlocutoria.

Modalità di partecipazione e raccolta delle prove

Per il giorno dell’incontro il Codacons invita i risparmiatori a presentarsi con tutta la documentazione utile: contratti ricevute bancarie, messaggi con i promotori e schermate delle piattaforme che mostrano presunti rendimenti. Chi non potrà partecipare di persona avrà la possibilità di seguire l’incontro anche a distanza attraverso i canali messi a disposizione dall’associazione, che si occuperà di raccogliere le segnalazioni e di coordinare le verifiche iniziali.

Questo momento di confronto rappresenta una tappa operativa importante per mettere insieme elementi concreti a supporto delle azioni legali e per offrire assistenza coordinata alle centinaia di risparmiatori che segnalano perdite riconducibili al progetto Hashburst. La vicenda rimane ora nelle mani della magistratura e delle autorità competenti, mentre i cittadini interessati sono chiamati a documentare le proprie posizioni per rendere più efficaci eventuali iniziative collettive.

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