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Indagine sulla morte dei neonati a Bolzano: autopsia e accertamenti in corso

L'autopsia sui due neonati deceduti il 12 e 13 agosto 2026 è stata completata dai periti nominati dal gip; la Procura ha concesso il nullaosta alla sepoltura e otto persone sono indagate per omicidio colposo

Indagine sulla morte dei neonati a Bolzano: autopsia e accertamenti in corso

L’autopsia sui corpi dei due neonati prematuri, deceduti il 12 e 13 agosto 2026 nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale San Maurizio a causa di un’infezione, è stata portata a termine nell’ambito dell’incidente probatorio disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bolzano. L’esame è stato affidato ai periti nominati dal gip: il neonatologo Savino Risso, l’anatomopatologo Gaetano Bulfamante e il medico legale Sabino Pelosi. I consulenti delle parti hanno assistito all’esame e ora la comunità attende il deposito ufficiale della relazione che dovrà chiarire dinamiche e cause della vicenda.

Nel frattempo la Procura ha rilasciato il nullaosta alla sepoltura, consentendo ai familiari di procedere con i funerali. Sul piano giudiziario, la stessa Procura ha iscritto nel registro degli indagati otto persone, tra medici e dipendenti dell’Azienda sanitaria altoatesina, con l’ipotesi di omicidio colposo. L’inchiesta è quindi orientata a verificare eventuali responsabilità cliniche, organizzative o di controllo che possano aver favorito l’insorgere e la diffusione dell’infezione identificata come Serratia marcescens.

L’autopsia: obiettivi e atto tecnico

L’esame necroscopico ha avuto lo scopo di ricostruire il quadro patologico dei neonati e di confermare la natura dell’infezione che ha portato al decesso. L’intervento dei tre periti, con competenze specifiche in neonatologia, anatomia patologica e medicina legale, è fondamentale per produrre una relazione che indichi cause immediate e concause. In questa fase l’accento è posto sull’analisi microbiologica dei campioni e sulla valutazione degli organi colpiti, oltre all’esame delle cartelle cliniche e delle terapie somministrate. L’obiettivo istituzionale è fornire elementi certi per l’istruttoria penale e per eventuali azioni civili o disciplinari.

Ruolo dei consulenti e procedure

I consulenti di parte presenti durante l’autopsia hanno potuto osservare le operazioni e proporre eventuali accertamenti integrativi. Il contributo di queste figure è rilevante perché garantisce trasparenza procedurale e consente alle parti di segnalare aspetti clinici rilevanti che i periti possono approfondire. Tra le attività svolte rientrano il prelievo di tessuti per esami istologici, colture microbiologiche e analisi tossicologiche, tutte finalizzate a collegare l’evento infettivo a possibili fonti nosocomiali o a interventi clinici specifici.

Il contesto giudiziario e le ipotesi di reato

L’incidente probatorio è stato attivato per fissare e preservare le risultanze tecniche che poi saranno utilizzate nel procedimento penale. L’ipotesi di omicidio colposo contestata a otto indagati implica che la Procura ritenga possibile una responsabilità per negligenza, imprudenza o imperizia, o per carenze organizzative che abbiano contribuito all’esito fatale. La relazione dei periti servirà a chiarire se esistono nessi causali tra le condotte professionali e le morti, e quali violazioni delle procedure ospedaliere – se accertate – possano aver favorito la diffusione di Serratia marcescens.

Significato giuridico di alcune definizioni

Nel corso delle indagini compaiono termini tecnici che hanno ricadute giuridiche precise. Per esempio, omicidio colposo indica un evento mortale non intenzionale ma derivante da una condotta colposa; analogamente, incidente probatorio è una misura cautelare processuale che fissa elementi probatori indispensabili per l’istruttoria. Comprendere queste definizioni aiuta a orientarsi nel percorso giudiziario che seguirà il deposito della perizia.

Implicazioni sanitarie e reazioni dell’ospedale

L’episodio ha acceso i riflettori sulle pratiche di controllo delle infezioni in reparto e sulle procedure adottate dall’ospedale San Maurizio e dall’Azienda sanitaria altoatesina. Infezioni nosocomiali come quelle causate da Serratia marcescens richiedono indagini epidemiologiche per identificare fonti e vie di trasmissione, e l’implementazione di misure correttive per evitare ulteriori casi. È atteso che la struttura ospedaliera fornisca chiarimenti sulle misure di prevenzione applicate e sui controlli interni attivati dopo i decessi.

La conclusione formale della fase autoptica non rappresenta la fine dell’indagine: la relazione tecnica sarà uno snodo cruciale per le decisioni successive della Procura e per eventuali procedimenti civili o disciplinari. Per le famiglie coinvolte la speranza è che il documento fornisca risposte chiare; per il sistema sanitario locale, sarà un momento per valutare le procedure e rafforzare le pratiche di sicurezza. Finché non verrà depositata la perizia, molte domande rimangono aperte e l’attenzione pubblica e istituzionale resta alta.

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