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Intelligenza artificiale e giornalismo: l’allarme di Fnsi e Sindacato giornalisti Trentino Alto Adige

L'arrivo del sito giornalistico cinese WeNews a Bolzano e Trento solleva preoccupazioni per l'uso dell'intelligenza artificiale nell'informazione. Scopri perché i sindacati dei giornalisti chiedono un intervento politico.

Intelligenza artificiale e giornalismo: l’allarme di Fnsi e Sindacato giornalisti Trentino Alto Adige

L’arrivo del sito giornalistico cinese WeNews a Bolzano e Trento ha acceso i riflettori su un tema cruciale: l’uso dell’intelligenza artificiale nell’informazione. La notizia ha suscitato preoccupazioni tra i sindacati dei giornalisti, che vedono in questa novità un potenziale pericolo per la qualità e l’autenticità delle notizie.

La Fnsi e il Sindacato giornalisti trentino alto Adige guidati rispettivamente da Alessandra Costante e Rocco Cerone hanno espresso forte allarme riguardo all’impatto che l’intelligenza artificiale potrebbe avere sul giornalismo tradizionale. In particolare, il timore principale riguarda la diffusione di fake news e la manipolazione dell’opinione pubblica, soprattutto in un periodo così delicato per la democrazia.

L’impatto delle fake news sui processi elettorali

Uno dei principali timori espressi dai sindacati è legato alla diffusione di notizie false e incontrollate. Come sottolineato da Costante e Cerone, le fake news possono influenzare significativamente i processi elettorali, soprattutto in un contesto geopolitico instabile. Con importanti scadenze democratiche in arrivo in Trentino alto adige Südtirol e in Italia il rischio che i troll possano manipolare l’opinione pubblica è concreto.

Le tematiche su cui potrebbero influire queste manipolazioni sono molteplici e riguardano questioni cruciali come l’inceneritore, la caccia, il bypass ferroviario, la TAV/TAC, la convivenza etnica, politica e culturale, la sicurezza, l’immigrazione in regione, e il posizionamento della Repubblica italiana nell’Unione Europea, nella Nato, nel salvataggio in mare dei migranti, e sul nucleare.

La preferenza per un’informazione professionale e di qualità

Nonostante i difetti e gli errori possibili, i sindacati sottolineano l’importanza di un’informazione professionale e di qualità, esercitata da giornalisti in carne ed ossa. Questi professionisti hanno studiato per diventare tali, superato un esame di Stato, e sono sottoposti al controllo deontologico dei Consigli di disciplina dell’Ordine dei giornalisti, alla legge sulla stampa, ai controlli di Agcom e Corecom regionali e provinciali, e della Commissione parlamentare di vigilanza per la Rai.

La preoccupazione principale è che l’informazione possa essere affidata a algoritmi impersonali, che potrebbero non essere così impersonali come sembrano, ma governati da una ristretta élite di oligarchi dell’IA. Questo solleva questioni etiche e di trasparenza che non possono essere ignorate.

L’importanza di un intervento politico

In questo contesto, diventa fondamentale l’intervento della politica a TrentoBolzano e Roma per governare questo fenomeno. Senza un controllo adeguato, il rischio è che l’intelligenza artificiale possa minare la democrazia italiana e le tante democrazie regionali e provinciali.

Un passo importante in questa direzione è stato compiuto con la sigla di una convenzione quinquennale tra il Sindacato giornalisti Trentino Alto Adige e l’Unibz che sarà ufficializzata l’8 ottobre prossimo durante l’assemblea annuale. Alla presenza dei vertici di Unibz, Fnsi e Casagit, questa convenzione mira a promuovere la ricerca e lo studio sull’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di creare un laboratorio di pensiero e di studio su come governare questi processi, mettendo al centro le persone: giornaliste e giornalisti.

La preoccupazione per l’uso dell’intelligenza artificiale nell’informazione è reale e richiede un intervento politico tempestivo per garantire la qualità e l’autenticità delle notizie.

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