Il Consorzio Melinda aggregatore delle cooperative frutticole della Val di Non e della Val di Sole, ha concluso la campagna commerciale 2025/26 con risultati economici che superano ogni precedente storico. Il Consiglio di amministrazione ha condiviso i dati in vista dell’assemblea di novembre, evidenziando come il successo sia stato ottenuto in un periodo di notevole incertezza a livello globale.
Il contesto è stato contraddistinto da tensioni geopolitiche, difficoltà nelle rotte marittime internazionali e un progressivo aumento dei costi energetici e di produzione. Tali fattori hanno esercitato una pressione significativa sui margini dei produttori, ma il collettivo ha saputo trasformare queste avversità in opportunità di crescita.
Risultati economici record della campagna 2025/26
Il raccolto di mele del 2025 ha raggiunto le 410.000 tonnellate un incremento di circa il 10 % rispetto all’anno precedente. Questo surplus ha alimentato un fatturato lordo di circa 390 milioni di euro confermando la solidità del segmento produttivo Trentino.
Dettaglio sul raccolto e sul fatturato
Le mele, simbolo identitario della zona, hanno beneficiato di condizioni climatiche favorevoli nella maggior parte del periodo di crescita, garantendo una produzione di alta qualità e quantità. La capacità di trasformare questo volume in valore è stata potenziata da accordi commerciali consolidati e da una rete logistica capace di raggiungere mercati sia nazionali che esteri.
Liquidato ai soci: oltre 220 milioni di euro
Il risultato più significativo è stato il liquidato ai soci che ha superato i 220 milioni di euro il valore più alto mai registrato nella storia del consorzio. Questa cifra rappresenta il ritorno economico diretto per le cooperative associate e conferma la capacità di Melinda di remunerare adeguatamente il lavoro dei propri membri, anche in condizioni di mercato avverse.
Ostacoli logistici e aumento dei costi
Le tensioni internazionali hanno reso più complesse le rotte marittime tradizionali, provocando il blocco di numerosi container per settimane. Per garantire la continuità delle esportazioni, il consorzio ha dovuto individuare percorsi alternativi, sostenendo costi aggiuntivi e ritardi nelle consegne.
Parallelamente, l’incremento del prezzo dell’energia ha inciso sul costo medio di produzione, comprimendo i margini di profitto dei frutticoltori. Nonostante questi ostacoli, la capacità di gestione e la flessibilità operativa hanno permesso di mantenere una performance finanziaria eccellente.
Scarsità d’acqua e difesa fitosanitaria: nuove priorità
Un altro tema centrale per il futuro della frutticoltura è la disponibilità idrica. I dati dell’Ispra indicano che nel 2022 la disponibilità annua di risorsa idrica in Italia è scesa a circa 67 miliardi di metri cubi il valore più basso dal 1951 e pari a circa il 50 % della media del trentennio di riferimento.
Nel Trentino, le osservazioni di Meteotrentino hanno mostrato che la primavera 2026 è stata una delle più calde e siccitose degli ultimi decenni. Questa condizione rende cruciale l’irrigazione mirata durante i periodi di siccità e il funzionamento degli impianti antibrina, indispensabili per proteggere le fioriture dalle gelate primaverili.
Accanto alla gestione dell’acqua, la difesa fitosanitaria resta una sfida pressante. Problemi come la cimice asiatica e gli scopazzi del melo continuano a minare la produttività e la redditività delle aziende agricole. Il cambiamento climatico aggrava entrambe le criticità, rendendo più incerta la disponibilità d’acqua e favorendo la proliferazione di patogeni.
Il presidente Ernesto Seppi sottolinea che affrontare queste due priorità – acqua e difesa delle colture – richiede ricerca, programmazione e interventi tempestivi. Solo con un impegno costante sarà possibile garantire la sostenibilità della frutticoltura trentina nei prossimi anni.

