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Manifestazione a Trento: studenti e lavoratori chiedono salari dignitosi

Trento ha ospitato un corteo pacifico di studenti e sindacati di base: migliaia in strada, nessun conflitto e richieste di salari più alti.

Manifestazione a Trento: studenti e lavoratori chiedono salari dignitosi

In una mattinata di ottobre, la città di Trento è diventata il palcoscenico di una manifestazione organizzata in occasione dello sciopero generale. Circa quattro mila persone, tra studenti, docenti e lavoratori precari, hanno marciato lungo le vie principali, sostenendo la necessità di salari dignitosi e la lotta contro il caro vita. Nonostante l’affluenza, le forze dell’ordine hanno garantito un corteo pacifico, evitando disordini e limitando i disagi al traffico di via Brennero.

Un percorso che ha attraversato il cuore storico di Trento

Il corteo è partito dal centro, da piazza Dante, per poi seguire via Perini, Rosmini e infine Brennero, culminando in piazza Gilli di fronte al Palazzo dell’Istruzione. Lungo il tragitto sono stati ascoltati cori contro il fascismo e gli aumenti dei prezzi, ma nessun episodio violento ha interrotto il flusso dei partecipanti. L’unico inconveniente segnalato è stato il rallentamento della viabilità, gestito con l’intervento congiunto di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale, che ha permesso di mantenere la mobilitazione sicura e ordinata.

Le richieste concrete di studenti e precari

Alle 12.15, il corteo ha raggiunto il Palazzo dell’Istruzione, dove microfoni aperti hanno dato voce a chi lavora con contratti a tempo determinato. I rappresentanti dell’Università di Trento hanno sottolineato che solo il 14 % dei dipendenti riesce a mettere da parte qualche risparmio, mentre l’80 % impiega l’intero stipendio per le spese quotidiane. Le richieste principali sono: contratti stabili, aumenti salariali che superino l’inflazione e l’interruzione della cosiddetta “economia di guerra” che destina risorse a settori militari anziché all’istruzione.

Interventi dei precari dell’istituto d’arte Vittoria

Alcuni insegnanti dell’Istituto d’Arte Vittoria hanno aggiunto testimonianze personali: “A settembre non sappiamo se avremo un posto, gli stipendi sono miseri e il caro vita colpisce le famiglie”. Hanno dichiarato di appartenere “alla classe lavoratrice” e hanno chiesto che le politiche pubbliche riconoscano il valore del lavoro nel settore culturale. Il tono è stato fermo ma rispettoso, ribadendo la volontà di non scivolare verso le provocazioni o gli estremismi.

Il bilancio delle istituzioni: riconoscimenti e impegni

Il presidente della Provincia autonoma, Maurizio Fugatti, ha voluto ringraziare le forze dell’ordine per la prontezza dimostrata e gli organizzatori per aver mantenuto la protesta in forma democratica e responsabile. Fugatti ha sottolineato che garantire la libertà di manifestare e allo stesso tempo tutelare la sicurezza dei cittadini è un compito delicato, evidenziando la coordinazione tra le diverse componenti della legge e quelle locali. Ha inoltre lodato i manifestanti per il loro impegno pacifico e ha ricordato che la città continuerà a vigilare su questioni di precarietà e costo della vita.

La manifestazione di Trento ha dimostrato che è possibile unire numerosi soggetti – studenti, docenti, lavoratori precari e sindacati di base – in una protesta non violenta, focalizzata su temi di grande attualità come la precarietà, il caro vita e la necessità di una ridistribuzione più equa delle risorse pubbliche.

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