Dal 13 al 15 novembre la città di Trento diventa il palcoscenico del Festival della Famiglia 2026, un appuntamento dedicato a riflettere sui punti di equilibrio che caratterizzano la vita delle famiglie contemporanee. L’evento si svolgerà nei vari spazi del Muse e si aprirà a tutta la provincia, con iniziative che mirano a coinvolgere genitori, giovani, istituzioni e imprese.
Il programma, ideato dall’Agenzia per la coesione sociale della Provincia di Trento in sinergia con l’Università di Trento e TSM-Trentino School of Management, prevede una serie di attività multidisciplinari volte a stimolare il dibattito su temi come la genitorialità, la conciliazione lavoro-famiglia e le politiche di sostegno alla natalità. L’obiettivo è creare un dialogo permanente fra esperti, operatori e cittadini, fornendo strumenti concreti per affrontare le trasformazioni sociali in corso.
Programma del Festival della Famiglia 2026 a Trento
Il cuore dell’iniziativa si concentra su 12 panel multidisciplinari, 3 talk e 38 laboratori organizzati sia dal Muse sia dalla Cittadella della Famiglia. Sono previsti anche spettacoli serali, serate di stand-up comedy per i giovani e una tariffa ridotta per l’ingresso al museo durante i tre giorni del festival, a dimostrazione dell’impegno verso una vera dimensione family-friendly. Le attività spaziano dalla discussione su welfare aziendale e servizi conciliativi al tema della demografia, includendo anche workshop su intelligenza artificiale, educazione finanziaria e il ruolo dei nonni nella vita familiare.
Panel e talk: focus sull’equilibrio
Tra i relatori spiccano il vicepresidente della Provincia, Achille Spinelli, e il dirigente Walter Viola, che hanno sottolineato come l’equilibrio sia un processo dinamico di adattamento continuo. I dibattiti affronteranno argomenti quali il desiderio di famiglia dei giovani alla luce della precarietà economica, la gestione del tempo di vita, le pari opportunità e le nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale nelle relazioni familiari.
Laboratori e attività esperienziali
I laboratori, suddivisi tra spazi del Muse e della Cittadella della Famiglia, offriranno esperienze pratiche per genitori e figli: attività creative per le famiglie, percorsi di educazione finanziaria, sessioni di consulenza su conciliazione lavoro-vita e momenti di informazione sui servizi dei Distretti Famiglia. Il format, inoltre, prevede la traduzione in Lingua Italiana dei Segni dei panel, per garantire l’accessibilità a tutti.
Le novità per i padri: 4,5 milioni di euro per il congedo parentale
In concomitanza con il festival, la Giunta provinciale ha approvato una delibera che impegna 4,5 milioni di euro a sostegno del congedo parentale per i papà. Achille Spinelli ha definito questo “combinato disposto” un passo fondamentale per tradurre i punti di equilibrio in politiche concrete, offrendo ai genitori maschili nuove opportunità di partecipare alla cura dei figli senza penalizzare la carriera.
Destinazione dei fondi e impatto atteso
I finanziamenti saranno canalizzati verso incentivi economici, agevolazioni per le imprese che adottano politiche di family-friendly e sostegno diretto ai padri in congedo. L’obiettivo dichiarato è quello di contrastare il calo della natalità, favorendo una maggiore partecipazione dei genitori maschili nella cura quotidiana e nella presa di decisioni familiari.
Festival diffuso e coinvolgimento del territorio
Oltre alle attività centrali al Muse, l’edizione 2026 si apre al territorio con il FuoriFestival, un programma di 10 eventi sparsi per il Trentino organizzati dai Distretti Famiglia. Questi appuntamenti — noti come FamLab e Family meeting — prevedono laboratori di innovazione culturale, spazi di conoscenza e opportunità di networking fra istituzioni, aziende e associazioni. L’iniziativa vuole rafforzare la rete territoriale, creando collegamenti diretti tra le politiche provinciali e le realtà locali.
Il Festival della Famiglia 2026 si presenta come un momento di riflessione condivisa e di azione pratica, dove il tema dell’equilibrio tra lavoro e cura si traduce in panel, laboratori, nuove risorse economiche e un ampio coinvolgimento del territorio trentino.



