Il vicepresidente della Provincia Achille Spinelli ha illustrato, insieme alla dirigente generale Laura Pedron, la nuova linea d’azione denominata Trentino 2040. L’incontro, tenutosi nella sede di Trentino Sviluppo a Rovereto, ha visto la presenza del presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini, della sindaca di Rovereto Giulia Robol e dei rappresentanti delle amministrazioni locali e delle categorie economiche.
Secondo le parole di Spinelli, la green economy rappresenta la spinta principale per la crescita dell’intera provincia, e i territori di Rovereto e Vallagarina sono considerati il motore di questo cambiamento. La strategia prevede un aumento del 40 % del PIL provinciale entro il 2040, grazie a quattro assi di sviluppo che combinano innovazione tecnologica, digitalizzazione, intelligenza artificiale e transizione energetica.
Rovereto e Vallagarina protagonisti della strategia Trentino 2040
Il documento sottolinea come il sistema produttivo di Rovereto, supportato da un ricco patrimonio universitario e da centri di ricerca avanzati, costituisca una piattaforma ideale per sperimentare nuove tecnologie. La presenza di istituzioni come la Fondazione Bruno Kessler (FBK) e del FEM permette di creare sinergie tra ricerca scientifica e fabbisogno industriale, avvicinando il trasferimento tecnologico e la simbiosi industriale agli obiettivi della provincia.
Polo Meccatronica, Progetto Manifattura e Scienze della Vita 2.0
Tra le iniziative più concrete figurano il completamento del Polo Meccatronica, il progetto «Manifattura» e lo sviluppo del Polo delle Scienze della Vita. Quest’ultimo si focalizza su Scienze della Vita 2.0, un insieme di discipline che uniscono biologia computazionale, medicina e AI per introdurre pratiche di medicina predittiva, diagnostica preventiva e telemedicina. Parallelamente, è prevista la realizzazione di un Polo dell’Idrogeno e delle Energie Rinnovabili, in partnership con la FBK, per rafforzare l’interconnessione tra ricerca, industria e sostenibilità ambientale. L’insediamento di Dolomiti Energia e la costruzione di un nuovo studentato completano il quadro infrastrutturale.
Capitale umano: formazione, ricerca e nuove opportunità occupazionali
Il secondo vettore della strategia investe sul capitale umano. Università, centri di ricerca e imprese dovranno collaborare più strettamente per creare percorsi formativi in linea con le esigenze del mercato del lavoro, riducendo il divario tra domanda e offerta di competenze. Priorità provinciali includono l’aumento della partecipazione femminile nelle discipline STEM, lo sviluppo di soluzioni abitative per studenti e lavoratori e il potenziamento di programmi di tirocinio e formazione specialistica.
Efficienza produttiva, energia pulita e logistica intermodale
Il terzo asse punta a migliorare la competitività delle imprese attraverso la manifattura avanzata, la meccatronica e le tecnologie legate alla transizione energetica. L’obiettivo è favorire l’indipendenza energetica delle aziende, riducendo il consumo di fonti fossili e incentivando l’uso di energia elettrica da fonti rinnovabili. Inoltre, il piano prevede il potenziamento della logistica intermodale lungo l’asse del Brennero, un corridoio cruciale per le esportazioni trentine, e la valorizzazione del marchio Made in Trentino.
Credito e finanziamenti: il volano per l’innovazione
L’ultimo pilastro riguarda il ruolo del credito come leva di sviluppo. Accordi con banche e Confidi mirano a mettere a disposizione delle imprese strumenti finanziari dedicati a sostenere investimenti in ricerca, sviluppo e sostenibilità. Questi meccanismi devono facilitare il ricambio generazionale, mitigare i rischi e garantire che le risorse economiche siano canalizzate verso progetti ad alto valore aggiunto.



