7 novembre 2026 ☁ 10°

Nasce a Rovereto il Polo Idrogeno: 50 milioni per ricerca e industria

Il Trentino avvia la costruzione del Polo Idrogeno a Rovereto: 50 milioni di euro, quasi 30.000 metri quadrati e un modello che mette insieme Fondazione Bruno Kessler, Centro Sustainable Energy e Trentino Sviluppo per accelerare il trasferimento tecnologico dall'idea al mercato

Nasce a Rovereto il Polo Idrogeno: 50 milioni per ricerca e industria

La posa della prima pietra del nuovo Polo Idrogeno a Rovereto segna l’avvio concreto di un progetto che mira a collegare ricerca, sviluppo e produzione nell’ambito della transizione energetica. L’intervento si svolge nella zona industriale a sud della città di Rovereto e si inserisce nella strategia provinciale approvata il 31 dalla Provincia autonoma di Trento volta a sostenere ricerca e innovazione su idrogeno suoi derivati e sistemi di accumulo.

Il progetto è guidato dalla Fondazione Bruno Kessler (FBK) attraverso il suo Centro Sustainable Energy e realizzato in collaborazione con Trentino Sviluppo che mette a disposizione l’area industriale e seguirà la fase costruttiva complementare. Il programma dispone di risorse finanziarie pubbliche e comunitarie per un importo complessivo di 50 milioni di euro con l’obiettivo di offrire alle imprese uno spazio in cui sviluppare, testare e validare soluzioni fino alla scala dei megawatt.

Impegno finanziario e ruolo degli enti coinvolti

Il finanziamento del Polo si fonda su contributi derivanti da due progetti IPCEI notificati dalla Commissione europea sul sostegno del Ministero per le imprese e il Made in Italy (MIMIT) e su un ulteriore stanziamento della Provincia autonoma di Trento totalizzando 50 milioni di euro. In questo quadro, FBK assume la direzione scientifica e tecnologica attraverso il Centro Sustainable Energy mentre Trentino Sviluppo cura l’insediamento e la connessione con il mondo produttivo.

Secondo i responsabili istituzionali il modello adottato vuole colmare il divario tra ricerca e mercato: come sintetizzato da una delle dichiarazioni ufficiali, “Oggi diamo concretamente inizio a un’opera strategica” che, grazie all’integrazione tra competenze, strutture e finanziamenti, è pensata per attrarre imprese e favorire il consolidamento di filiere industriali dedicate all’energia pulita.

Caratteristiche delle nuove facility e tempistiche

Le nuove strutture del Centro Sustainable Energy occuperanno quasi 30.000 metri quadrati tra uffici, laboratori, impianti pilota e aree di testing con la capacità di valutare tecnologie fino alla scala dei megawatt. I lavori di realizzazione sono stimati in circa un anno e mezzo periodo durante il quale saranno predisposte sia le aree di ricerca sia gli spazi dedicati alla validazione industriale.

Spazi e capacità di test

Il layout previsto mette insieme ambienti per la ricerca di base e applicata, oltre a impianti pilota e banchi prova per simulare scenari reali di integrazione energetica. Il Polo è progettato come un hub integrato dove imprese, start-up e gruppi di ricerca possono sviluppare l’intero ciclo dell’innovazione, dalla scoperta di nuovi materiali fino alla validazione dei sistemi su scala industriale.

Dichiarazioni e atteso impatto territoriale

Tra i protagonisti istituzionali, il vicepresidente provinciale e assessore Achille Spinelli ha evidenziato che il Polo nascerà per offrire non solo spazi, ma un ecosistema su misura: “un vero e proprio ‘one stop shop’ per l’innovazione“, capace di ridurre le barriere d’ingresso e i rischi di transizione dall’idea al mercato, nonché di stimolare investimenti e occupazione qualificata.

La sindaca di Rovereto, Giulia Robol ha sottolineato l’importanza dell’intervento anche sul piano urbano e produttivo: la riqualificazione della porzione della zona industriale a sud della città di Rovereto rappresenta un’opportunità per coniugare innovazione, sostenibilità e valorizzazione del tessuto produttivo locale. Per la comunità territoriale, il Polo diventa quindi un volano non solo tecnologico ma anche economico e occupazionale.

Il presidente di FBK, Ferruccio Resta ha ribadito l’intenzione della Fondazione di porre la ricerca al servizio delle imprese e della competitività, evidenziando come il nuovo Polo possa accelerare il trasferimento tecnologico e attrarre investimenti, in linea con un modello di collaborazione tra istituzioni, ricerca e industria riconosciuto a livello europeo.

Nel suo insieme, il progetto del Polo Idrogeno rappresenta un tentativo concreto di trasformare la capacità scientifica e infrastrutturale del Trentino in un laboratorio operativo per la decarbonizzazione, capace di mettere a sistema competenze, capitale e spazi per favorire lo sviluppo di tecnologie chiave come l’idrogeno e le batterie. La sfida ora è trasformare questa infrastruttura in un motore di crescita sostenibile per il territorio e per le filiere europee dell’energia pulita.

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