Il 14 giugno 2026 in concomitanza con una mobilitazione nazionale, i lavoratori della cultura di Trento scendono in piazza per protestare contro le condizioni di lavoro sempre più precarie e i salari inadeguati. Musei, biblioteche, teatri e spazi archeologici sono tenuti in vita da professionisti qualificati, spesso giovani con titoli di studio elevati, che però devono fare i conti con contratti precari e impropri.
La situazione è resa ancora più critica dai continui tagli al sistema culturale che hanno dirottato risorse indispensabili verso il riarmo, a discapito di cultura e welfare. Questo scenario ha spinto Cgil, Funzione pubblica, Filcams, Slc e Nidil a organizzare un presidio in centro città per portare all’attenzione delle istituzioni le problematiche del settore.
Salari iniqui e precarietà: le richieste dei sindacati
Le richieste dei sindacati sono chiare: salari equi per tutti inclusi gli autonomi, e la fine della precarietà estrema che caratterizza il settore. Per i sindacati, l’unica via d’uscita è la reinternalizzazione dei servizi culturali esternalizzati che va dai bibliotecari alle maschere, fino al personale educativo nei musei.
“Solo attraverso percorsi di stabilizzazione si può superare la precarietà, l’iniquità e la discontinuità occupazionale”, affermano i rappresentanti sindacali. Inoltre, viene richiesta l’applicazione piena e uniforme della normativa in materia di salute e sicurezza anche nei confronti dei lavoratori con contratti atipici, discontinui o autonomi.
Lavoro straordinario non retribuito e discriminazioni
Tra le altre richieste, l’eliminazione del lavoro straordinario non retribuito come prassi strutturale e l’adozione di misure concrete ed esigibili contro ogni forma di discriminazione.
Carenza di organico e carichi di lavoro insostenibili
Un altro nodo cruciale è la carenza di organico causata dai tagli alla cultura che hanno prodotto carichi di lavoro insostenibili e un eccessivo ricorso all’esternalizzazione. Anche in Trentino, i sindacati chiedono di aumentare le risorse destinate al sistema culturale per riconoscere dignità e valore ai lavoratori della cultura.
“È necessario riconoscere il valore e la dignità dei lavoratori della cultura, che con il loro impegno quotidiano permettono al grande pubblico di usufruire di musei, biblioteche e teatri”, concludono i rappresentanti sindacali.


