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Sostegno provinciale per donne lavoratrici: contributo fino a 25.000 euro

Contributo provinciale che permette alle imprenditrici di organizzare la sostituzione in maternità con meno burocrazia e un massimale di 25.000 euro

Sostegno provinciale per donne lavoratrici: contributo fino a 25.000 euro

La giunta della Provincia di Trento ha aggiornato il pacchetto di agevolazioni rivolto alle lavoratrici autonome e alle imprenditrici che si assentano per motivi di gravidanza, maternità o per esigenze legate alla crescita dei figli nei loro primi 12 anni di vita. Con la modifica normativa collegata all’articolo 24 della legge provinciale di stabilità per il 2026, l’obiettivo dichiarato è snellire le procedure amministrative e dare maggiore margine decisionale alle titolari di attività rispetto alla gestione della figura che le sostituisce.

La misura prevede un contributo pubblico volto a coprire parte dei costi sostenuti per assicurare la continuità dell’attività: si tratta di un sostegno economico pensato per facilitare l’organizzazione delle imprese al femminile, consentendo interventi fino a 18 mesi, anche non consecutivi. La gestione pratica del beneficio è affidata all’Agenzia del Lavoro della Provincia, che pubblicherà modulistica e avvisi per l’accesso.

Che cosa cambia e quali sono i punti chiave

La principale novità riguarda l’introduzione di un tetto massimo riconoscibile per i costi mensili e l’eliminazione del meccanismo che riduceva il contributo in base alla durata o all’orario di lavoro del sostituto. In pratica, non si applica più il riproporzionamento dell’importo: il contributo, fino a un massimo di 25.000 euro, non viene ridotto qualora la sostituzione sia parziale o distribuita su periodi diversi. Il periodo complessivo di sostituzione può estendersi fino a 18 mesi, con la possibilità di frazionare l’intervento in momenti diversi secondo le esigenze dell’imprenditrice.

Ambito di intervento e destinatari

Possono richiedere il contributo le donne che esercitano attività autonoma o imprenditoriale e che si assentano per gravidanza, maternità o per esigenze legate ai figli fino a 12 anni. La misura intende sostenere la conciliazione tra vita professionale e familiare, garantendo alle titolari la libertà di scegliere la forma contrattuale più adatta per il sostituto, compresa la possibilità di stipulare un contratto autonomo alternativo al rapporto subordinato.

Requisiti richiesti al sostituto e modalità contrattuali

I candidati che possono essere impiegati come sostituti devono rispettare almeno uno dei requisiti previsti: iscrizione all’ordine o al collegio professionale necessario, possesso del titolo abilitante alla professione, esperienza comprovata di almeno due anni in attività analoga in forma autonoma o subordinata, oppure iscrizione al registro delle Co-Manager. Questa pluralità di percorsi mira a favorire flessibilità operativa e a valorizzare competenze diverse.

Contratti e autonomia gestionale

Tra le scelte aperte alle titolari c’è la possibilità di affidare l’incarico con contratti di natura autonoma, oltre ai tradizionali rapporti di lavoro subordinato. La riforma sottolinea la volontà di garantire piena autonomia nella gestione della collaborazione e nella selezione della persona che sostituisce la titolare, riducendo gli oneri burocratici e semplificando gli adempimenti previsti per l’accesso al contributo.

Termini, procedure e impatto sul tessuto imprenditoriale

La domanda deve essere presentata all’Agenzia del Lavoro entro 90 giorni dall’inizio della sostituzione; tuttavia è consentita la presentazione già a partire dai 90 giorni antecedenti l’avvio, in modo da pianificare con anticipo l’intervento. Per chi ha già ottenuto il contributo nel 2026 per periodi inferiori a 18 mesi è prevista la possibilità di inoltrare una nuova richiesta per estendere il periodo fino al massimo previsto, con termine fissato al 30 settembre.

Dati e prospettive

Nel contesto provinciale le imprese a guida femminile risultavano essere 8.692 al 31 dicembre 2026, pari al 18,6% del totale delle imprese della provincia. L’intervento della giunta viene presentato come una risposta pragmatico-organizzativa per evitare che maternità e cura dei figli diventino ostacoli alla prosecuzione dell’attività professionale. Come sottolineato dall’amministrazione, la speranza è che la combinazione di un massimale economico, più semplicità procedurale e maggiore autonomia gestionale favorisca la permanenza e la crescita delle donne nel mondo dell’impresa.

Per informazioni dettagliate, modulistica e avvisi ufficiali è possibile consultare il sito della Provincia di Trento nella sezione dedicata al sostegno delle esigenze conciliative delle lavoratrici autonome e delle imprenditrici all’indirizzo www.provincia.tn.it. Lì sono disponibili tutte le indicazioni operative per predisporre il programma operativo richiesto in fase di domanda e per conoscere tutte le condizioni applicative.

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