Il Trentino si proietta verso il 2040 con un piano strategico audace, Trentino 2040 che mira a trasformare il territorio in un modello di sviluppo economico sostenibile e innovazione tecnologica. Presentato dal vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, Achille Spinelli, il documento delinea una visione chiara per il futuro, con obiettivi concreti e misurabili.
In un’epoca in cui la politica spesso si limita a pianificare a breve termine, il Trentino ha scelto di guardare oltre, ispirandosi ai periodi di maggiore stabilità geopolitica degli anni ’70 e ’80. Il piano Trentino 2040 non è solo un documento, ma una roadmap per guidare il cambiamento, piuttosto che subirlo. Spinelli ha sottolineato l’importanza di assumersi la responsabilità delle scelte odierne per plasmare il futuro.
Obiettivi ambiziosi per il 2040
Il piano si pone obiettivi ambiziosi, tra cui un incremento del Pil provinciale del 40% un aumento del valore aggiunto per addetto del 30% e una riduzione del divario salariale del 20%. Inoltre, si prevede un aumento del reddito medio pro capite del 20% e un incremento del 50% nel successo del passaggio generazionale delle imprese.
Per attrarre talenti, il piano prevede incentivi fiscali legati all’Irpef generata dai nuovi lavoratori. Inoltre, verranno creati strumenti per incentivare il risparmio privato nella riqualificazione di immobili destinati ai lavoratori, con agevolazioni legate all’Icef.
Innovazione e sostenibilità
Il Trentino 2040 punta su un modello di sviluppo basato sulla conoscenza e sull’innovazione con investimenti in settori chiave come intelligenza artificialeenergie rinnovabiliidrogenoscienze della vitamanifattura avanzatabig datacloudquantum computing e innovazione applicata ad agricoltura e turismo.
Il piano prevede anche un aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo fino al 3% del Pil prevalentemente da fonti private, e un incremento del 20% delle start up innovative e dei brevetti depositati. Francesca Failoni, co-fondatrice di Alps Blockchain, ha sottolineato l’importanza di connettere la sostenibilità sociale e ambientale con l’innovazione imprenditoriale.
Il ruolo del credito e delle istituzioni
Per sostenere questi ambiziosi obiettivi, il sistema del credito avrà un ruolo cruciale. Si prevede un aumento del 30% dei volumi dei prestiti per investimenti erogati dal sistema bancario locale per la transizione tecnologica e green delle Pmi. Verranno creati strumenti come il Fondo strategico trentino alto Adige cofinanziamenti di Trentino Sviluppo, e protocolli con il sistema bancario e il Confidi per sostenere progetti di transizione energetica e tecnologica.
Giorgio Fracalossi, presidente di Cassa centrale banca-Credito cooperativo e di Banca per il Trentino-alto adige, ha evidenziato l’importanza di garantire che la crescita riguardi tutti, dai cittadini alle aziende. Il piano sarà monitorato da una cabina di regia dedicata e attraverso incontri territoriali per verificare il raggiungimento degli obiettivi.
Nonostante l’entusiasmo per il piano, i sindacati hanno espresso dubbi sulle risorse economiche necessarie. Cgil, Cisl e Uil del Trentino hanno definito il documento un primo passo ma hanno richiesto investimenti concreti per innovazionericercacrescita dimensionale delle imprese e internazionalizzazione. Hanno anche sollevato perplessità sulle misure dedicate a casa, welfare ed energia, chiedendo un maggiore ruolo degli investimenti pubblici e dell’Autonomia nelle politiche energetiche.



