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Trento onora il regista Andrea Pallaoro con l’Antico sigillo

Il regista Andrea Pallaoro è insignato dell’Antico sigillo di Trento, riconoscimento che celebra il suo percorso cinematografico e il legame con la città.

Trento onora il regista Andrea Pallaoro con l’Antico sigillo

Il 17 settembre 2026, il Palazzo Geremia di Trento ha ospitato una cerimonia ricca di emozione: il Comune ha conferito all’attore della settima arte Andrea Pallaoro l’Antico sigillo della città. L’evento, circondato da giornalisti, amici e rappresentanti istituzionali, ha rappresentato un ponte tra il passato cittadino e la contemporaneità del cinema d’autore.

Durante il breve discorso, il regista ha ricordato il profondo legame con la sua terra d’origine, descrivendo Trento come un luogo dove ha vissuto sia l’amore che l’incomprensione entrambi elementi che, a suo dire, hanno forgiato il suo percorso creativo.

La cerimonia e le parole del sindaco

Il sindaco Franco Ianeselli ha introdotto la consegna evidenziando l’originalità del progetto di Pallaoro, capace di coniugare stile ed emozione. “Sentiamo la necessità dei suoi film, capaci di far viaggiare insieme la precisione visiva e l’umanità dei personaggi”, ha detto, sottolineando il valore culturale del riconoscimento. Ianeselli ha inoltre ricordato i primi anni del regista tra le medie Bronzetti e il liceo Prati, dove, secondo i compagni, si distingueva per un amore “inscalfibile” per il cinema americano.

Il film “The Echo Chamber” e la carriera di Pallaoro

Al centro dell’omaggio c’è il nuovo lungometraggio The Echo Chamber presentato alla Mostra di Venezia. Il film è basato su una sceneggiatura inedita di Bernardo Bertolucci rimasta inutilizzata fino alla morte del maestro nel 2018. Il cast conta Luca MarinelliAlicia Vikander e Susan Sarandon protagonisti di una storia che si muove tra mistero e riflessione psicologica.

Scelte stilistiche e riconoscimenti internazionali

Mauro Gervasini, responsabile del programma cinema del Trento Film Festival, ha sottolineato come Pallaoro, pur vivendo da anni negli Stati Uniti, mantenga una voce globale attraverso scelte tematiche essenziali e un linguaggio visivo dominante. Da “Medeas”, il suo primo lungometraggio, il regista è stato apprezzato da figure come Martin Scorsese che ha lodato la capacità di lasciare le immagini libere da interpretazioni psicologiche esplicite.

Progetti futuri

Il regista ha inoltre anticipato due opere in cantiere: una versione cinematografica de Agostino di Alberto Moravia e la conclusione di una trilogia femminile che sta definendo la sua firma artistica. Gervasini ha espresso la certezza che questi lavori confermeranno l’originalità e la saggezza del suo stile.

Testimonianze di amici e collaboratori

Natasha Subramaniam, artista multimediale e amica di lunga data, ha elogiato l’impegno di Pallaoro verso gli emarginati. “Il suo cinema osserva senza giudizio le persone che la società tende a ignorare, invitandoci a rivedere i nostri pregiudizi”, ha affermato. Subramaniam ha ricordato una visita a Trento con il regista nei primi anni venti, quando fu colpita dalla “maestosità delle montagne e la vitalità delle valli”, elementi che, secondo lei, hanno alimentato la “spontaneità e l’amore per la natura” del cineasta.

Tutte queste voci convergono nel riconoscere che il legame tra Andrea Pallaoro e Trento è più di un semplice ricordo d’infanzia: è una fonte continua di ispirazione che permea le sue scelte artistiche, sia in cerca di verità visive sia nell’esplorazione di mondi marginali. L’Antico sigillo,

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