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Patrimonio immobiliare: Stato e Provincia di Bolzano firmano nuovi accordi

Stato e Provincia di Bolzano siglano accordi per trasferire, ristrutturare e dare nuova vita a numerosi immobili, dalla caserma Rossi alle ex strutture militari.

Patrimonio immobiliare: Stato e Provincia di Bolzano firmano nuovi accordi

Il 21 settembre 2026 a Palazzo Widmann, a Bolzano, si è svolto un importante momento di cooperazione istituzionale che ha coinvolto la Provincia autonoma, l’Agenzia del Demanio, i Ministeri dell’Interno e della Difesa e il comando dell’Esercito. L’incontro ha avuto lo scopo di definire le linee di razionalizzazione e di riqualificazione di numerosi immobili statali presenti in provincia di Bolzano, con particolare attenzione a strutture militari, ex carcere e altri beni considerati superflui per le esigenze di difesa.

Firma dei protocolli a Bolzano per la riorganizzazione di immobili statali

Presieduti dal Presidente della Provincia, Arno Kompatscher, e dalla direttrice dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, i firmatari hanno sottoscritto un protocollo d’intesa con il Ministero dell’Interno volto a ristrutturare il complesso dell’ex Sottoprefettura e dell’ex Carcere mandamentale di Merano, noto anche come “Vecchio Tribunale”. L’obiettivo è creare una sede moderna e conforme alle normative vigenti, con interventi di miglioramento sismico, efficientamento energetico, adeguamento antincendio e accessibilità. Il Patrimonio pubblico dovrebbe così diventare un motore di sviluppo per la comunità locale.

Atto ricognitivo e individuazione dei beni inutili

Contestualmente è stato firmato un atto ricognitivo che elenca i beni immobili non più necessari per la difesa o per servizi di carattere nazionale. Tra questi troviamo i rifugi antiaerei del Virgolo e di via Fago a Bolzano, il cortile di via Resia occupato dal Passaggio della Memoria, la caserma dei Carabinieri di Castelrotto, il fabbricato del Forte di Fortezza ad Aica, l’ex poligono di tiro di Millan, Villa San Marco a Merano, le dogane dei passi Drava, Resia e Brennero, la caserma della Guardia di Finanza di Senales e il campo di volo di Vipiteno. La lista evidenzia la volontà di trasferire a livello locale immobili che raccontano la storia e l’identità del territorio.

Permuta della caserma “Rossi” e nuovi spazi a Merano

Nel pomeriggio è stato sottoscritto il settimo atto di permuta previsto dal 2007, che porta la seconda porzione della caserma “Rossi” di Merano alla Provincia. La cessione avviene in cambio di interventi edilizi e infrastrutturali realizzati dallo Stato in favore della difesa. Al termine della firma, il Presidente Kompatscher ha ricevuto simbolicamente le chiavi, sottolineando l’importanza di restituire alla collettività un bene identitario. Il generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, capo di Stato Maggiore dell’Esercito, ha ricordato che la presenza storica dell’Esercito in alto adige ha prodotto un patrimonio considerevole, ma che “i tempi sono cambiati e non possiamo più cedere senza valutare gli interessi di sicurezza nazionali”.

Inaugurazione della caserma Lugramani a Brunico e prospettive future

Successivamente la delegazione ha raggiunto la caserma “Lugramani” di Brunico, dove sono state inaugurate due nuove palazzine polifunzionali destinate al personale dell’Esercito. Una delle strutture è stata intitolata al generale Ivan Resce, promotore del protocollo del 2007. Le costruzioni rispettano i criteri di sostenibilità, efficienza energetica e contenimento del consumo di suolo, in linea con gli Accordi di Programma. Il segretario generale della Difesa, Fabio Mattei, e il generale Masiello hanno evidenziato come tali interventi costituiscano un investimento sul futuro dell’Esercito e della comunità, creando ambienti di vita e lavoro più adeguati e rendendo disponibili nuovi spazi per iniziative civiche.

Le firme di oggi rappresentano un passo concreto verso la rigenerazione urbana dell’Alto Adige, con la speranza che gli immobili riassegnati possano presto ospitare progetti culturali, abitativi o di innovazione. La sinergia tra Stato, Provincia e Agenzia del Demanio dimostra come la gestione condivisa del patrimonio pubblico possa tradursi in coesione territoriale e opportunità per i giovani e le imprese locali.

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