Una massiccia operazione di polizia giudiziaria ha portato all’arresto di due soggetti sospettati di aver compiuto la sparatoria del 3 ottobre alle Torri di Madonna Bianca in via Conci a Trento. I due uomini sono stati trasferiti alla Casa Circondariale di Verona Montorio e dovranno rispondere dei reati di tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco.
Operazione congiunta delle forze dell’ordine
L’intervento si è svolto nella notte tra il 6 e il 7 ottobre, proseguendo fino a tarda serata grazie alla collaborazione di numerose unità. La Squadra Mobile della Questura di Trento ha guidato le attività, affiancata dalla Squadra Mobile di Bolzano, dal Reparto Prevenzione Crimine Lombardia e dalle Unità Operative di Primo Intervento di Milano e Bolzano. A supporto sono intervenute le unità cinofile antiesplosivo, gli artificieri di Padova, Bergamo, Bolzano e Verona, nonché la Polizia Scientifica di Trento e Bolzano. La Protezione Civile della Provincia autonoma di Bolzano ha garantito il coordinamento logistico.
Unità coinvolte e ruolo specifico
Le unità cinofile hanno svolto ricognizioni per rintracciare tracce di veicoli e dispositivi esplosivi, mentre gli artificieri hanno eseguito sopralluoghi in aree potenzialmente contaminate da residui di esplosivi. La Polizia Scientifica ha raccolto i bossoli e effettuato i primi accertamenti balistici, fondamentali per collegare le munizioni al sospetto arma. La presenza della Protezione Civile ha assicurato la sicurezza dei residenti durante le perlustrazioni notturne.
Dettagli della sparatoria e reati contestati
Intorno alle 17:00 del 3 ottobre, un SUV scuro sfrecciò davanti a un condominio di via Conci e, da all’interno, vennero sparati almeno una decina di colpi. I proiettili hanno danneggiato quattro appartamenti: una tapparella è stata perforata vicino a una giovane di 17 anni che studiava, un’altra ha raggiunto la stanza di bambini piccoli. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito. Il veicolo è stato ritrovato a Gardolo, parzialmente bruciato, fornendo importanti indizi per l’indagine.
Danni materiali e risposta della polizia
Il bilancio dei danni comprende la rottura di serramenti, infilzature di tapparelle e la necessità di interventi di riparazione per quattro unità abitative. Dopo la sparatoria, l’area è stata costantemente presidiata da pattuglie armate, mentre squadre specializzate continuavano a raccogliere bossoli e a eseguire analisi balistiche per identificare l’arma utilizzata.
Reazioni istituzionali e prospettive per il quartiere
Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, ha ringraziato la Procura della Repubblica e le forze dell’ordine per la prontezza delle indagini, dichiarando che la “rapidità dimostra che i crimini commessi in città non rimangono impuniti”. Ianeselli ha espresso speranza che la cattura dei due sospetti possa far tornare serenità agli abitanti della Torre 13 e dell’intero quartiere di Madonna Bianca, riducendo la tensione accumulata nei giorni successivi al fatto.
Con gli imputati ora in carcerazione, le autorità prevedono di concludere le analisi balistiche nei prossimi giorni e di procedere con le udienze preliminari. La vicinanza tra le forze di Trento, Bolzano e le altre unità coinvolte evidenzia la capacità operativa congiunta nel contrastare fenomeni criminali di questo tipo.



