Sabato 17 ottobre il piccolo comune di Lavis diventerà il palcoscenico di una riflessione globale: al Palazzo De Maffei si apre la prima edizione del Festival della diplomazia. L’evento, gratuito per il pubblico, riunisce ambasatori veterani, accademici dell’Università di Trento e un comitato giovanile che ha curato l’organizzazione, la comunicazione e la redazione delle domande per gli interventi.
Una giornata strutturata su tre pilastri
Il programma parte alle 10.30 con i saluti del sindaco Luca Paolazzi e del professor Pejman Bijan, direttore di NAMEPES, e si sviluppa in quattro appuntamenti distinti. Il primo incontro, intitolato «Comprendere la diplomazia» vede a confronto due veterani del servizio estero italiano: Ludovico Ortona, che ha vissuto le ambizioni diplomatiche di Lisbona, Teheran e Parigi, e Anna della Croce di Dojola, una delle prime donne ad entrare nella carriera diplomatica, con esperienze in Svezia, Afghanistan e Filadelfia.
Le testimonianze di Ortona e della Croce
Ortona, alla guida della Farnesina per le Americhe, ricorda i meccanismi di negoziazione in contesti di forte tensione, mentre la sua collega sottolinea l’importanza della mediazione culturale per superare barriere linguistiche e politiche. Entrambi concordano sul valore di una diplomazia che sappia ascoltare, comprendere le ragioni altrui e tradurre le differenze in accordi concreti.
Dal parlato al pratico: diplomazia a scuola
Alle 12.00 gli insegnanti della scuola secondaria di primo grado di Lavis presentano il progetto «Diplomazia a scuola» un servizio di mediazione dei conflitti tra compagni. Il modello, già sperimentato in diverse classi, incentiva gli alunni a gestire le divergenze con ascolto attivo e a cercare soluzioni condivise, replicando i principi fondamentali della diplomazia internazionale.
Radici storiche e prospettive future
Il pomeriggio si apre con il dibattito «Le radici del dialogo» condotto da Pejman Bijan e dalla professoressa Elena Franchi. Bijan, studioso di politica iraniana e della geopolitica del Golfo Persico, analizza le origini storiche delle relazioni tra Oriente e Occidente, mentre Franchi, esperta di storia greca, porta alla luce le prime forme di federativismo e gestione dei confini nella Grecia antica, dimostrando quanto il concetto di dialogo sia radicato nella storia dell’umanità.
Il valore delle antiche strutture politiche
Secondo Franchi, le città-stato greche hanno sperimentato forme di cooperazione supranazionale che, se riviste alla luce dei bisogni contemporanei, offrono spunti per risolvere le attuali dispute territoriali.
Dialogare nel mondo contemporaneo
L’ultimo incontro, dalle 15.10 alle 16.10, è dedicato al tema «Dialogare nel mondo contemporaneo». L’ambasciatore Francesco Maria Talò, inviato speciale per il corridoio economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC), e il giurista Giuseppe Nesi analizzano le sfide della cooperazione economica globale e le implicazioni legali della diplomazia commerciale. Talò evidenzia come gli interessi economici debbano essere bilanciati con il rispetto dei diritti umani, mentre Nesi sottolinea il ruolo del diritto internazionale nella tutela dei flussi commerciali.
Tutte le parti coinvolte hanno ribadito l’importanza di trasformare il dialogo diplomatico in un bene comune per le comunità locali. La presenza di sponsor come la Banca Trentino Südtirol, Cantina La Vis e Hotel Sartori testimonia il legame tra economia territoriale e apertura internazionale.
Un modello replicabile per il futuro
Secondo il professor Bijan, la speranza è che il Festival diventi un appuntamento fisso, capace di connettere il territorio trentino ai grandi dibattiti internazionali. L’iniziativa, inserita nel Piano Giovani di Zona, si propone di formare una nuova generazione di cittadini consapevoli, capaci di leggere le dinamiche geopolitiche e di partecipare attivamente alla vita pubblica.
L’intervento dell’assessora all’istruzione e alle politiche giovanili, Caterina Pasolli, ha sottolineato il valore educativo dell’evento, definendolo un’occasione per dimostrare che “i giovani non sono indifferenti, ma desiderosi di capire e di contribuire”. Il sindaco Paolazzi ha concluso ribadendo che “le grandi questioni internazionali, pur sembrando lontane, influiscono sulla vita quotidiana di tutti noi”.



