1 novembre 2026 🌤 7°

Operazione notturna di elisoccorso nella ferrata delle Trincee

Un escursionista fermo al buio su una cengia a 2.500 metri è stato rapidamente soccorso con l’elisoccorso del Soccorso Alpino Trentino.

Operazione notturna di elisoccorso nella ferrata delle Trincee

Intorno alle 19:10 di ieri sera, un escursionista solitario ha inviato una chiamata al numero unico di emergenza 112, segnalando di essere rimasto fermo su una cengia nella ferrata delle Trincee a Passo Fedaia, in Val di Fassa. L’uomo, colto dal calare improvviso delle tenebre, non riusciva più a proseguire il percorso attrezzato e ha chiesto aiuto.

La Centrale Unica di Emergenza ha valutato la gravità della situazione e, escludendo problemi sanitari, ha immediatamente richiesto l’intervento dell’elisoccorso. Parallelamente, alcuni operatori della Stazione Alta Val di Fassa, parte del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, si sono messi in allerta, pronti a offrire supporto logistico sul terreno.

Intervento notturno al Passo Fedaia

L’elicottero di soccorso è decollato dal grilletto di emergenza di Trento e, dopo aver effettuato una prima ricognizione aerea, ha atterrato la squadra medica nella piazzola di Canazei. Qui i soccorritori hanno potuto verificare l’assenza di sintomi critici nell’escursionista, confermando che il problema era puramente di orientamento e capacità di proseguire.

Il ruolo dell’elisoccorso nella zona alpina

Una volta confermata la fattibilità del recupero, l’elicottero ha effettuato un sorvolo a bassa quota per localizzare esattamente l’individuo. L’uomo è stato avvistato su una cengia a circa 2.500 metri di altitudine, immobilizzato sulla parete rocciosa. A quel punto il tecnico di elisoccorso, dotato di cavo di verricello, è sceso in zona e ha avvolto l’escursionista nel dispositivo di sollevamento.

Procedura di recupero dell’escursionista

Con il cavo teso, il tecnico ha sollevato con cautela l’uomo, trasportandolo fino al punto di sbarco dell’elicottero. Una volta a bordo, l’escursionista è stato fissato in modo sicuro e poi elitrasportato verso la piazzola di Canazei, dove la Stazione Alta Val di Fassa ha provveduto a fornire assistenza finale e a riconsegnarlo al proprio mezzo.

L’intervento, completato in meno di un’ora dalla segnalazione, dimostra l’efficacia della cooperazione tra le unità di soccorso alpino e le strutture di emergenza locale. La rapidità dei tempi di risposta è fondamentale in ambienti di alta quota, dove le condizioni meteorologiche possono deteriorarsi in pochi minuti.

Il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino ha ribadito l’importanza di pianificare accuratamente le escursioni, soprattutto in periodi di scarsa illuminazione. Gli operatori ricordano che, anche su percorsi attrezzati, è consigliabile munirsi di lampade frontali, comunicare il proprio itinerario a familiari o amici e, se possibile, non affrontare la ferrata da soli quando le previsioni indicano un rapido calo della luce.

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