Sabato 31 ottobre, poco prima delle 20:00, un escursionista solitario si trovava a percorrere la ferrata delle Trincee, un itinerario attrezzato che si snoda lungo il Passo Fedaia, ai piedi della Marmolada. La luce del tramonto è svanita rapidamente, lasciandolo al buio in una zona che si affaccia a oltre 2.500 metri di quota. Incapace di proseguire e consapevole dei rischi, il viaggiatore ha tentato di contattare il Numero Unico per le Emergenze 112 alle 19:10, chiedendo assistenza.
Il chiamante ha riferito di trovarsi su una cengia, una parete rocciosa escavata dall’uomo, e di non disporre di attrezzature adeguate per la discesa. La segnalazione è stata subito trasmessa alla Centrale Unica di Emergenza, che ha attivato sia il servizio di elisoccorso sia la Stazione Alta Val di Fassa del soccorso alpino e Speleologico Trentino. Il caso ha richiesto un intervento congiunto, poiché la località è difficile da raggiungere a piedi e la notte rendeva pericolosa qualsiasi operazione di “tratto”.
Blocco inaspettato sulla Ferrata delle Trincee, Passo Fedaia
Il percorso della Ferrata delle Trincee è noto per la sua esposizione panoramica e per i tratti tecnici che attraggono escursionisti esperti. In quel momento, però, la mancanza di luce ha trasformato la sfida in una situazione di emergenza. L’escursionista, che aveva iniziato il cammino da solo, non aveva previsto l’inaspettata calata di buio, né le difficoltà di un rialzo improvviso a quote elevate. Il rischio di una caduta era elevato, così come la possibilità di ipotermia a causa del freddo serale tipico della zona.
Intervento coordinato di elisoccorso e Soccorso Alpino
Appena confermata la posizione dell’uomo, il pilota dell’elisoccorso ha eseguito un primo sorvolo della zona per confermare la presenza sulla cengia. Durante il volo di ricognizione, il tecnico è riuscito a identificare con precisione il punto esatto dove l’escursionista era fermo. La decisione è stata di calare il soccorritore con un verricello, una manovra delicata che richiede grande esperienza in condizioni notturne e in quota.
Ricognizione aerea e recupero in volo
Il tecnico di elisoccorso è stato calato a circa 2.500 metri di altitudine, avvicinandosi alla cengia con cautela. Una volta raggiunto l’escursionista, è stato fornito un supporto fisico per consentirgli di fermarsi in posizione stabile. Successivamente, l’uomo è stato agganciato al cavo di trazione e, in un’operazione rapida ma controllata, è stato sollevato a bordo dell’elicottero. Il velivolo, mantenendo l’altitudine necessaria per la sicurezza, ha trasportato il salvataggio nella piazzola di Canazei, punto di appoggio più accessibile per le operazioni di soccorso.
All’arrivo a Canazei, il personale della Stazione Alta Val di Fassa ha preso il sopravvissuto, fornendo assistenza medica di base e accompagnandolo al proprio mezzo di rimpatrio. Fortunatamente, non sono state riscontrate problematiche di salute: l’uomo è stato valutato come in buono stato generale, senza segni di ipotermia o infortuni. L’intervento si è concluso con il trasferimento dell’escursionista in area di sicurezza, dove potrà riprendere il viaggio verso la civiltà.



