Nel primo giorno di novembre la regione Emilia Romagna ha registrato un inizio d’inverno sorprendente: i primi fiocchi di neve sono caduti sul Monte Cimone, mentre lungo la costa romagnola si sono susseguite intense precipitazioni di graupel, la cosiddetta “neve tonda”. Le temperature, finora miti, hanno cominciato a scendere, creando le condizioni ideali per fenomeni di neve e per venti di media intensità.
Neve sul Cimone e graupel tra Forlì e Rimini
Alle ore 08:30 sono state segnalate le prime nevicate sui rilievi più alti dell’Appennino romagnolo, in particolare sul Monte Cimone (Prov. Modena) e sui picchi di Monte Gomito (Prov. PT) e Monte Falco (Prov. FC). Le immagini diffused dalle webcam mostrano un manto bianco di circa due centimetri a Passo del Lupo, sufficiente a far partire i battipista del comprensorio. Gli operatori hanno già posizionato quattro nuove macchine dotate di sensori che “sentono” la neve, pronto a garantire piste perfette per la stagione.
Nel tratto compreso tra Forlì-Cesena e Rimini, i social hanno riportato una serie di avvistamenti di graupel, caratterizzato da piccole sfere di neve che si sono accumulate rapidamente. Il fenomeno ha influito sulla visibilità e sulla tenuta delle strade, contribuendo a creare le condizioni per l’incidente autostradale di Cesena.
Allerta meteo arancione per il litorale romagnolo
Dal mezzogiorno di domenica 1 novembre fino a mezzanotte di martedì 3, la Protezione Civile ha attivato una fase di Allerta meteo per l’intera regione, con particolare attenzione alla costa. Nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini è stata emessa un’allerta arancione per mare agitato, con onde superiori a 3,2 metri e venti da nord-est tra 62 e 74 km/h. Sul resto del litorale la criticità è rimasta di livello giallo, ma con rischio di mareggiate da Ferrara a Rimini.
Il bollettino prevede anche possibili temporali di breve durata sul settore centro-orientale, eventuali nevicate deboli sopra i 1 000-1 200 metri e fenomeni di ingressione marina che potrebbero erodere il litorale. I modelli ARPAe segnalano inoltre il potenziale di frane e rapidi innalzamenti dei livelli idrometrici nei corsi d’acqua appenninici.
Maxi tamponamento sulla A14 a Cesena: cause e conseguenze
Alle ore 10:15, a pochi chilometri dal casello di Cesena in direzione sud, una forte grandinata di graupel ha ridotto drasticamente la visibilità sulla A14, provocando un tamponamento che ha coinvolto dodici veicoli. L’incidente ha bloccato la carreggiata per tre ore, fino alla riapertura alle 13:00. I Vigili del Fuoco hanno estratto una persona gravemente ferita, trasportata in elisoccorso al Ospedale Bufalini, mentre i soccorsi del 118 hanno assistito gli altri feriti.
Le autorità hanno consigliato agli automobilisti di deviare verso la SR 71, la SS 726 e la SS 9, creando una coda di circa 3 km. Una seconda squadra di soccorso è intervenuta in direzione nord per un altro tamponamento, gestito dalle pattuglie della Polizia Stradale. L’allerta arancione per il mare ha ulteriormente complicato la situazione, poiché le condizioni di vento e pioggia hanno rallentato le operazioni di soccorso.
Il comprensorio del Cimone celebra 50 anni di attività con tecnologia eco-green
Il Comprensorio del Cimone, che vanta 50 km di piste e 20 impianti di risalita, ha colto l’occasione dell’arrivo della neve per lanciare il suo piano di rinnovamento sostenibile. Grazie a un nuovo impianto di innevamento che riduce il consumo di acqua ed energia del 30 % e produce il 30 % di neve in più, la struttura diventa la prima stazione sciistica ecogreen dell’Appennino. Inoltre, quattro battipista a basso consumo, dotati di sensori climatici, permettono un risparmio di un terzo del carburante.
Il progetto è stato sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna con oltre 1,4 milioni di euro nel Programma Stralcio 2025, parte di un investimento complessivo di più di 11,2 milioni di euro dal 2000 al 2024. Questi fondi hanno permesso la revisione di impianti come la seggiovia Grotti-Esperia e la messa in sicurezza di numerosi tratti di pista, creando allo stesso tempo nuove opportunità occupazionali per le comunità di montagna.
La celebrazione dei 50 anni di attività è quindi più di una festa: è la conferma di una strategia di turismo sostenibile che punta a mantenere la competitività della zona, proteggendo al contempo le risorse naturali e offrendo un’offerta invernale di alta qualità.



