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Benzina a 1,99 € e gasolio a 2,19 €: nasce l’effetto Eni-Ip

I primi giorni dei tagli di Eni e Socar‑Ip hanno fatto scendere la benzina a 1,99 € e il gasolio a 2,19 €, ma le reazioni dei sindacati e dei trasportatori sono state subito accese.

Benzina a 1,99 € e gasolio a 2,19 €: nasce l’effetto Eni-Ip

Il primo giorno di applicazione del tetto ai prezzi dei carburanti ha visto le stazioni Eni e Enilive adottare una nuova tariffa: benzina a 1,99 € al litro e gasolio a 2,19 €. A partire da Napoli, passando per Firenze fino a Roma, alcune pompe hanno registrato code di veicoli, ma la situazione non è degenerata in una corsa generalizzata. Il gruppo azero ha ridotto i prezzi in circa 300 distributori su 3.400, allineandoli al modello del “cane a sei zampe” e prevede di estendere gradualmente i ribassi ad altri operatori, tra cui Esso e, possibilmente, Q8, se le verifiche diplomatiche con il Kuwait andranno a buon fine.

Dettagli sui tagli: numeri, distribuzione e impatto regionale

Nel complesso, i ribassi interessano circa 4.100 impianti su un totale di 20.000, per un prezzo medio nella rete stradale di 2,152 € per la benzina e 2,369 € per il gasolio secondo i dati del Mimit. L’effetto Eni-Ip è più marcato sulle autostrade, dove il gasolio scende di 7,6 centesimi al litro (-3,09 %) e la benzina di 7,4 cent (-3,28 %). Le regioni più vantaggiate sono il Friuli-Venezia Giulia (-6,6 cent per il gasolio, -5,8 per la benzina) e Bolzano (-6,3 cent, -5,2 cent). Al contrario, la Campania registra il minore calo, con sole 2,2 cent per il gasolio e 1,9 cent per la benzina.

Classifica delle regioni con i ribassi più consistenti

Tra le autostrade, il prezzo medio del gasolio è sceso a 2,383 € seguito da Vicenza, Bolzano e Liguria. Per la benzina, il valore minimo è stato 2,180 € in autostrada, con riduzioni simili in Friuli-Venezia Giulia e Bolzano. Su strade urbane, il gasolio è passato da 2,377 € a 2,335 € (-4,20 cent), mentre la benzina è scesa da 2,159 € a 2,126 € (-3,30 cent). Queste variazioni corrispondono a risparmi di circa 2,10 € per un pieno di 50 litri di gasolio e 1,65 € per la stessa quantità di benzina.

Reazioni dei sindacati, dei consumatori e del settore dei trasporti

Le organizzazioni sindacali hanno accolto con favore i ribassi, ma hanno avanzato richieste più strutturali. Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl, ha sottolineato che gli impegni volontari coprono meno di quattro distributori su dieci e rischiano di essere revocati in qualsiasi momento. La Cisl chiede una norma stabile che attivi in automatico un tetto dinamico per tutti gli operatori quando i prezzi superano le quote di mercato. Anche i confederali Faib, Confesercenti e Fegica hanno presentato al Parlamento una proposta analoga, mentre Assopetroli-Assoenergia sollecita l’estensione dei prezzi calmierati anche alle vendite all’ingrosso, al fine di tutelare famiglie, imprese e gestori indipendenti.

Il Codacons ha interpretato i piccoli ribassi come un segnale positivo dopo settimane di rialzi, attribuendo il cambiamento all’”effetto Eni-Ip”. L’Unione Nazionale Consumatori, rappresentata da Massimiliano Dona, invita la popolazione a monitorare i prezzi nei prossimi giorni per verificare se altre compagnie seguiranno l’esempio. Dona, inoltre, ribadisce la necessità di ridurre le accise, sia sul gasolio che sulla benzina, e di restituire una parte dell’extragettito IVA ottenuto grazie al caro carburanti.

Proteste in vista: taxisti, camionisti e benzinai

I tassisti di diverse città hanno annunciato la possibilità di uno sciopero, chiedendo un incontro urgente con il governo; il Comitato autotrasportatori siciliani ha dichiarato un fermo di cinque giorni a partire dal 16 ottobre, con la promessa di prolungare l’azione finché le autorità non interverranno. I benzinai, rappresentati da Bruno Bearzi di Figisc Confcommercio, appoggiano l’idea di un price cap ma temono che la rete non possa competere se i ribassi non saranno uniformi. Inoltre, avvertono possibili problemi logistici e carenze di carburante, benché le code si siano manifestate soltanto in alcuni casi.

Tuttavia, le richieste di un tetto permanente, di un più ampio coinvolgimento dei distributori e di un abbassamento delle accise rimangono al centro del dibattito, mentre le proteste dei tassisti e degli autotrasportatori indicano che la pressione sociale non è ancora placata.

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