Un filmato inedito relativo all’incidente che ha colpito la fonderia Aluminium durante la notte tra il 20 e 21 giugno 2026 è stato recentemente acquisito agli atti dell’inchiesta. Quel grave evento coinvolse una squadra di sei operai di turno e causò la morte di Bocar Diallo di 31 anni mentre altri membri del gruppo riportarono lesioni. Le immagini, riprese da una prospettiva non ancora vista, sono state mostrate nell’ambito dell’incidente probatorio dai consulenti della ditta che ha costruito il macchinario per la colata dell’alluminio.
Secondo la difesa, il materiale visivo servirebbe a dimostrare l’assenza di vizi di progettazione del dispositivo coinvolto. Il giudice per le indagini preliminari, Emilio Schönsberg ha disposto l’acquisizione del video: sarà ora esaminato dai periti nominati dal Gip in preparazione dell’udienza fissata per settembre. La vicenda processuale vede iscritte nel registro degli indagati sette persone, tra cui tre dipendenti interni a Aluminium e tre rappresentanti della ditta produttrice del macchinario, con accuse che includono omicidio colposo e lesioni.
Caratteristiche del video e rilievo processuale
Il filmato, presentato dai consulenti tecnici della casa costruttrice, offre una prospettiva che fino a oggi non era stata valutata dalle parti civili e dagli investigatori. Gli elementi ripresi potrebbero chiarire dinamiche temporali e cinematiche dell’esplosione, ma gli inquirenti mantengono cautela: l’acquisizione non equivale a una valutazione definitiva. I periti del Gip analizzeranno frame, sequenze e possibili manomissioni per stabilire affidabilità e rilevanza probatoria, confrontando queste nuove immagini con le altre evidenze raccolte in sede istruttoria.
Valutazioni tecniche già emerse
Fino ad oggi, i periti nominati dal Gip hanno segnalato una serie di presunte carenze relative alla gestione della sicurezza: in particolare sono state evidenziate lacune nella manutenzione e nelle certificazioni dei macchinari simili a quello esploso. Tali rilievi rappresentano un nodo centrale dell’inchiesta, perché possono orientare la valutazione sulla eventuale responsabilità penale degli indagati. Il confronto tra le osservazioni sui documenti tecnici e il contenuto del nuovo video sarà quindi determinante per definire la portata di quelle carenze.
Profilo delle persone indagate e numeri dell’incidente
Nel procedimento risultano indagate sette persone: tre sono dipendenti interni di Aluminium tre sono rappresentanti della ditta produttrice del macchinario e la settima posizione completa il quadro di responsabilità esaminate dalla procura. L’incidente coinvolse una squadra di sei operai presenti in fonderia durante il turno in cui avvenne l’esplosione e provocò la morte di Bocar Diallo che aveva 31 anni. Le accuse contestate agli indagati comprendono, tra l’altro, omicidio colposo e lesioni, ipotesi fondate sulle prime risultanze tecniche e documentali.
Il rilievo dell’età della vittima e il numero degli operai coinvolti contribuiscono a inquadrare la vicenda anche dal punto di vista umano e sociale: la perdita di una vita e il coinvolgimento di più lavoratori hanno spinto le autorità a una fase istruttoria accurata, mirata a chiarire non solo le cause immediate dell’esplosione ma anche eventuali responsabilità organizzative e gestionali.
Procedura giudiziaria e prossime tappe
Con l’acquisizione del video da parte del Gip Emilio Schönsberg la fase istruttoria si arricchisce di un nuovo elemento probatorio che i periti dovranno analizzare in dettaglio. L’udienza per l’incidente probatorio è stata fissata per settembre momento nel quale i risultati delle verifiche tecniche potranno emergere con maggiore chiarezza. Gli esiti delle consulenze tecniche potrebbero influenzare decisioni processuali successive, incluse eventuali richieste di rinvio a giudizio o archiviazione di posizioni, a seconda delle valutazioni su progettazione, manutenzione e certificazioni dei macchinari coinvolti.
In ogni fase, gli accertamenti dovranno tenere conto dell’intersezione tra aspetti tecnici — come stato di conservazione e conformità degli impianti — e aspetti organizzativi, cioè chi aveva competenza sulla manutenzione e sui controlli.


