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Perché Confindustria chiede un mercato unico dell’energia e più politiche industriali europee

Al Festival dell'Economia di Trento Orsini sollecita politiche europee concrete sull'energia, parla dello Stretto di Hormuz, del nucleare e del ruolo del gas

Perché Confindustria chiede un mercato unico dell’energia e più politiche industriali europee

Al termine del Festival dell’Economia di Trento il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha invitato a un ripensamento collettivo delle politiche economiche a livello europeo. In un clima segnato da incertezze geopolitiche e da aumenti dei prezzi dell’energia, Orsini ha sottolineato la necessità che l’Europa sappia fare sistema per mettere in campo misure efficaci a favore dell’industria e delle imprese.

Le osservazioni dell’imprenditore non si sono limitate a un richiamo generico: l’appello è passato per esempi concreti e valutazioni sulle priorità politiche da affrontare. Tra i punti toccati, lo Stretto di Hormuz, la crisi in Ucraina, i dazi internazionali e la competizione con Paesi europei che beneficiano di costi energetici molto più bassi. Orsini ha ribadito che queste variabili pesano sulla capacità delle imprese italiane di restare competitive e attrarre investimenti.

Perché l’energia è la priorità

Secondo Orsini il tema energetico non è solo tecnico ma strategico: le oscillazioni nelle forniture e nei prezzi incidono direttamente sui bilanci industriali. Lo Stretto di Hormuz è emerso come simbolo della fragilità degli approvvigionamenti: aperture e chiusure di rotte marittime si traducono in fluttuazioni dei costi che le imprese faticano a sostenere. Il presidente ha auspicato una rapida riduzione delle tensioni, perché ogni giorno di instabilità si riflette sui listini e sui margini delle aziende italiane.

Impatto sui costi e sulla competitività

Orsini ha citato dati comparativi per spiegare il problema: l’Italia paga per l’energia molto più di alcuni partner europei, e questo si traduce in un gap competitivo. Ha portato l’esempio della Spagna, che in questo periodo mostra un Pil robusto in parte favorito da prezzi dell’energia sensibilmente più bassi. Per Confindustria il rischio è duplice: non solo perdita di attrattività per nuovi investimenti, ma anche la possibile delocalizzazione di produzioni strategiche fuori dal continente.

Verso un mercato unico europeo dell’energia

Di fronte a questi scenari Orsini ha rilanciato l’idea di un mercato unico europeo dell’energia, che renda omogeneo il costo delle forniture e dia respiro competitivo a Paesi come l’Italia. L’obiettivo è costruire strumenti comuni che riducano la vulnerabilità alle crisi internazionali e favoriscano politiche industriali coordinate. Al contempo, ha ricordato che il tema sarà discusso nella prossima assemblea nazionale di Confindustria: un momento per tradurre la preoccupazione in proposte concrete.

Conseguenze per gli investimenti

Un mercato energetico più integrato sarebbe uno strumento per attrarre investimenti e per mantenere le filiere produttive. Orsini ha sottolineato che le condizioni di prezzo determinano dove conviene produrre: se l’energia è troppo cara, le aziende valutano trasferimenti produttivi. Per questo motivo serve una risposta comune europea, non solo misure nazionali episodiche, affinché l’Italia possa competere alla pari con partner che oggi godono di costi inferiori.

Nucleare, rinnovabili e il ruolo imprescindibile del gas

Durante l’intervento Orsini si è inoltre soffermato su temi energetici di medio-lungo periodo: ricerca, sperimentazione e mix di approvvigionamento. Ha difeso l’idea che rifiutare la ricerca nel campo nucleare significhi rinunciare a opportunità in settori ad alta tecnologia. Per questo ha dato un giudizio favorevole alla ripartenza delle sperimentazioni in ambito nucleare e ha sollecitato unità in Parlamento sull’argomento, auspicando che il tema venga affrontato con pragmatismo e attenzione allo sviluppo.

Contemporaneamente il presidente ha ricordato che, anche con il massimo sviluppo delle rinnovabili, il gas resterà un cuscinetto operativo necessario per garantire continuità produttiva nei momenti di variabilità dell’eolico e del fotovoltaico. La visione proposta è quindi composita: innovazione e sperimentazione unita a scelte realistiche sulla sicurezza degli approvvigionamenti.

Ordine del giorno interno e relazioni con i sindacati

Orsini ha chiuso con un bilancio dell’attività interna di Confindustria: in anni recenti l’associazione si è concentrata sul sostegno alle imprese senza interferire nel dibattito politico. Ha ricordato il percorso di riforme approvato all’unanimità e l’importanza della democrazia interna come strumento di legittimazione. Sul fronte delle relazioni industriali ha rivendicato i progressi nel confronto con i sindacati, partendo da un dialogo ricostruito dopo anni di distanza e arrivando a punti condivisi su cui lavorare per il benessere generale delle lavoratrici e dei lavoratori.

In conclusione, il messaggio di Orsini è chiaro: serve un’Europa che si compatti attorno a politiche energetiche e industriali concrete per impedire che l’Italia perda terreno. Le proposte passano per mercato unico, ricerca sul nucleare, riconoscimento del ruolo del gas e sinergia con i sindacati, tutti elementi che Confindustria intende portare all’attenzione delle istituzioni europee e nazionali.

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