Il testo provvisorio della legge di bilancio prevede un cambiamento nella modalità di rivalutazione delle pensioni. Il nuovo algoritmo parte da un trattamento minimo INPS fissato a 611,85 euro e considera un inflazione del 3%. A partire dal 2 novembre vengono erogati i conguagli su 730 attraverso il cedolino, mentre dal 2027 è attesa la transizione verso le notifiche digitali tramite il servizio Send.
Secondo uno studio commissionato da UIL pensionati, il passaggio dal metodo per scaglioni a quello basato su importi complessivi determina una diminuzione dei rialzi per le fasce più alte. Per le pensioni che non superano quattro volte il minimo (cioè fino a 2.447,40 euro), la rivalutazione resta al 100%, ma per importi superiori gli aumenti si riducono drasticamente.
Perdita annua stimata in base al valore della pensione
Il calcolo parte da un assegno lordo mensile di 2.500 euro: la nuova formula farebbe scendere l’incremento annuale di circa 144,17 euro. Salendo a 3.000 euro l’aumento si ridurrebbe di 153,92 euro, mentre per 3.500 euro la perdita crescerebbe a 574,73 euro all’anno. Per una pensione di 4.000 euro il divario sale a 711,23 euro, a 5.000 euro raggiunge 1.015,43 euro e a 6.000 euro si attesta su 1.163,63 euro. L’importo più elevato analizzato, 6.200 euro mensili, subirebbe un taglio di 1.314,17 euro su base annua.
Pensioni fino a quattro volte il minimo
Nel caso delle pensioni pari o inferiori a quattro volte il minimo, il nuovo meccanismo prevede comunque una rivalutazione completa del 100%. Questo significa che gli assegni di valore più contenuto non sperimenteranno alcuna riduzione rispetto al precedente sistema a scaglioni, mantenendo intatti gli aumenti calcolati con riferimento all’inflazione.
Posizione della UIL pensionati e ipotesi di modifica
Il segretario generale di UIL pensionati, Carmelo Barbagallo, ha definito i tagli “insopportabili” e ha sottolineato che, anziché ridurre la rivalutazione, sarebbe più corretto alleggerire la pressione fiscale sui pensionati. Con 16 milioni di beneficiari, la federazione chiede una revisione della misura prima della sua entrata in vigore. “C’è ancora tempo per ripensarci, i pensionati vogliono continuare a dare una mano al Paese”, ha affermato Barbagallo.
Prospettive per la manovra 2027
La legislazione prevista per il 2027 prevede il ritorno a un sistema a sei scaglioni, il che potrebbe mitigare parte della perdita calcolata. Tuttavia, il tasso definitivo di rivalutazione sarà definito dal decreto del MEF, redatto in concerto con il Ministero del Lavoro sulla base dei dati ISTAT, e potrà subire ulteriori aggiustamenti in sede di conguaglio.
La nuova disciplina potrebbe tradursi in una diminuzione di più di mille euro annui per le pensioni più elevate, con un impatto concreto sul tenore di vita di chi percepisce assegni superiori a 5.000 euro. La risposta di UIL pensionati indica la volontà di aprire un dibattito su possibili alternative, tra cui la riduzione delle tasse piuttosto che la diminuzione della rivalutazione stessa.



