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Violenza a Trento: Ianeselli elogia la polizia e chiama a rispondere i ragazzi

Il sindaco Ianeselli accusa i teppisti della violenza a Trento e invita le forze dell’ordine a farli rispondere.

Violenza a Trento: Ianeselli elogia la polizia e chiama a rispondere i ragazzi

Martedì mattina la città di Trento è stata teatro di una protesta studentesca organizzata dall’Istituto Tambosi in solidarietà ai docenti locali. L’iniziativa, prevista come un corteo pacifico, è stata improvvisamente turbata da un piccolo gruppetto di giovani, la cui condotta ha trasformato l’evento in un episodio di violenza.

Violenza e reati commessi durante la manifestazione

Secondo le ricostruzioni fornite dalle autorità, intorno a 20-25 persone si sono radunate davanti alla scuola, alcune con il volto coperto. Gli stessi organizzatori hanno prontamente segnalato la presenza di individui ostili, chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine per garantire l’accesso degli studenti al cortile.

Il gruppo problematico, una volta isolato dalle forze di polizia, si è mescolato agli studenti e ha compiuto una serie di atti di vandalismo: sono stati diversi i cestini di metallo sono state rotte alcune bottiglie di vetro e, in un tentativo di ingresso forzato, è stato quasi invaso un supermercato, costringendo i dipendenti a chiudersi all’interno.

Successivamente, i protagonisti si sono spostati nel parco di piazza Venezia dove hanno dato fuoco a una busta di plastica contenente una confezione di tavolette accendifuoco. L’incendio è stato prontamente estinto dai vigili del fuoco, ma non prima che venissero registrati danni minori all’ambiente circostante.

Le forze dell’ordine, tra cui la polizia di Stato i carabinieri e la polizia locale hanno subito isolato i responsabili, fermandone alcuni. Cinque dei giovani coinvolti, tutti minorenni, sono stati trasferiti alla Questura di Trento, dove i loro genitori sono stati convocati per fornire le necessarie informazioni.

Reazioni istituzionali e richieste di responsabilità

Il primo cittadino, Franco Ianeselli ha espresso gratitudine verso il questore Francesco Zerilli e tutti gli agenti intervenuti, sottolineando che “grazie a un’accorta gestione dell’ordine pubblico sono stati contenuti i danni”. Ha poi ribadito che “i teppisti devono essere chiamati a rispondere di quello che hanno fatto” invitando le autorità a perseguire tutti gli autori dei danneggiamenti.

Ianeselli ha inoltre avvertito che le legittime proteste degli studenti non devono essere offuscate dalle azioni di una minoranza, chiedendo agli organizzatori di isolare i violenti per preservare la credibilità della loro causa e la sicurezza della città.

Altre figure istituzionali hanno espresso condanne simili. Il governatore regionale Maurizio Fugatti ha affermato che il diritto di manifestare non può diventare pretesto per atti di vandalismo, ringraziando le forze dell’ordine per aver ripristinato la situazione. L’assessora provinciale all’Istruzione, Francesca Gerosa ha sottolineato che gli episodi di violenza non hanno nulla a che vedere con la libertà di espressione.

Intervento della magistratura

Tra le voci di condanna, la avvocata Claudia Eccher membro laico del Consiglio superiore della magistratura, ha definito gli accadimenti di “gravità assoluta”, ribadendo la necessità di un’indagine rapida e di una risposta penale senza ambiguità.

Il dibattito politico nazionale

Le vicende di Trento hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle manifestazioni a livello nazionale. L’onorevole di Fratelli d’ItaliaAlessandro Urzì ha proposto misure più rigide, tra cui il fermo preventivo fino a 24 ore per i minorenni coinvolti in atti di violenza e l’introduzione del reato di danneggiamento aggravato.

In risposta, il Partito Democratico ha criticato la posizione dell’onorevole, definendo le sue affermazioni un tentativo di distrarre l’opinione pubblica dalle reali difficoltà economiche del Paese. Alessio Manica capogruppo provinciale del PD, ha sottolineato che la maggioranza dei giovani manifesta legittamente il proprio disagio e che le azioni di una minoranza non devono ostacolare il loro diritto di espressione.

Manica ha inoltre aggiunto: “C’è un Paese reale con cui Urzì e il Governo Meloni dovrebbero fare i conti”, citando il costo della vita, i salari e le difficoltà abitative come fattori di tensione sociale che richiedono soluzioni concrete.

Il sindaco Ianeselli ha concluso il suo intervento ribadendo l’importanza di una risposta rapida e proporzionale: “Chi ha commesso atti violenti, chi ha ribaltato cassonetti e imbrattato muri o vetrine, deve essere chiamato a rispondere di quello che ha fatto”. Ha inoltre ricordato che un nuovo corteo è previsto per mercoledì, invitando gli organizzatori a vigilare sui partecipanti per evitare ulteriori disordini.

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