8 novembre 2026 ☁ 10°

Analisi dei redditi in Alto Adige: provincia seconda in Italia ma con grandi differenze tra comuni

Analisi sui redditi dell'Alto Adige: la provincia si posiziona seconda in Italia per reddito medio ma emergono forti differenze tra comuni come Selva di Val Gardena e Lasa; nell'articolo i dati su gettito Irpef, classifica comunale e variazioni negli ultimi dieci anni.

Analisi dei redditi in Alto Adige: provincia seconda in Italia ma con grandi differenze tra comuni

Nel 2026 l’Istituto promozione lavoratori ha analizzato i dati del Ministero dell’economia e delle finanze relativi all’anno d’imposta 2026 e ha tratteggiato il profilo dei contribuenti in alto adige. Complessivamente 442.035 residenti hanno presentato dichiarazioni dei redditi che sommati raggiungono i 13,2 miliardi di euro con un reddito medio dichiarato pari a 29.850 euro. Questi valori collocano la Provincia di Bolzano al secondo posto nella classifica nazionale del reddito medio, subito dopo la Lombardia che registra 30.200 euro e ben al di sopra della media italiana di 25.820 euro.

La ricerca, elaborata dall’Istituto promozione lavoratori mette in rilievo non soltanto il dato aggregato ma anche le rilevanti differenze a livello locale che influiscono sia sulla distribuzione del reddito sia sul contributo fiscale dei singoli territori. Questa analisi territoriale aiuta a comprendere come risorse e contribuzioni siano distribuite all’interno della provincia.

Dati provinciali e confronto nazionale

Il confronto con il resto d’Italia evidenzia il ruolo di primo piano della provincia: il reddito medio di 29.850 euro riflette una realtà economica relativamente ben posizionata. Allo stesso tempo, il dato totale di 13,2 miliardi di euro di redditi dichiarati rappresenta il volume complessivo su cui si calcola la pressione fiscale provinciale. Il direttore dell’Ipl, Stefan Perini sintetizza il risultato osservando: “Guardando la mappa dell’Alto Adige, ciò che più salta all’occhio sono le notevoli differenze tra i comuni e tra le comunità comprensoriali, dalle quali si evince anche in quale misura i territori contribuiscono all’erario”. Questo mette in luce come la posizione provinciale nella graduatoria nazionale non annulli le forti disomogeneità interne.

Comuni in cima e in coda: distribuzione territoriale dei redditi

All’interno della classifica comunale emergono accentuate polarità. I cinque comuni con il reddito medio più elevato sono: Selva di Val Gardena (35.666 euro), Falzes (34.864 euro), Brunico (34.157 euro), Varna (33.856 euro) e Appiano sulla Strada del Vino (33.798 euro). Il capoluogo, Bolzano nonostante il ruolo urbano e amministrativo, mostra un reddito medio di 31.855 euro e si colloca al 18° posto nella graduatoria comunale.

Comuni con i redditi più bassi

Nel versante opposto della graduatoria si trovano diversi comuni della Val Venosta: Lasa registra il valore più basso con un reddito medio di 16.999 euro seguita da Tubre (19.076 euro) e Castelbello-Ciardes (19.736 euro). Queste differenze sono spiegate, secondo gli autori dello studio Michael Paler e Fabian Hofer dalla diversa struttura economico-occupazionale dei territori, dal trattamento fiscale dell’agricoltura e dall’impatto dei lavoratori transfrontalieri sul calcolo dei redditi.

Gettito Irpef e impatto territoriale

Oltre ai redditi medi, lo studio valuta il peso dei diversi comprensori sul gettito Irpef provinciale. La città di Bolzano, pur non essendo prima per reddito medio, risulta seconda per numero di contribuenti e incide per il 21,1% delle entrate fiscali provinciali. Altre aree rilevanti per il gettito sono il Burgraviato con il 18,5% e la Val Pusteria con il 16,4%. In termini di imposte nette medie pagate, i contribuenti di Selva di Val Gardena guidano la classifica con 9.068 euro seguiti da quelli di Falzes con 8.492 euro mentre i pagamenti medi più bassi si riscontrano a Martello (4.025 euro) e Tubre (4.180 euro).

Lo spostamento delle posizioni comunali nel tempo è un altro elemento valutato dall’Ipl: grazie ai dieci anni di analisi disponibili, si osservano ascendenti come Marebbe (più 44 posizioni) e Sesto (più 40) e discese marcate come quelle di Braies (meno 40) e Villabassa (meno 33), segnali di trasformazioni economiche e occupazionali locali.

Il presidente dell’Ipl, Stefano Mellarini commenta i risultati sottolineando: “L’Alto Adige si conferma tra i territori con i redditi più elevati d’Italia, ma permangono differenze significative tra aree e categorie di contribuenti. È quindi necessario promuovere una maggiore equità fiscale, affinché il carico tributario sia distribuito in modo più equilibrato e tutti contribuiscano secondo le proprie capacità”. Il richiamo finale è

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