8 novembre 2026 🌤 11°

Abbattimento di un lupo in Alto Adige: le proteste delle associazioni per la tutela della fauna

Un lupo è stato abbattuto a Marebbe in Val Badia, scatenando le proteste delle associazioni animaliste che denunciano un provvedimento non necessario e scientificamente discutibile.

Abbattimento di un lupo in Alto Adige: le proteste delle associazioni per la tutela della fauna

In un contesto di crescente tensione tra la tutela della fauna selvatica e le esigenze degli allevatori, l’abbattimento di un lupo a Marebbe, in Val Badia, ha riacceso il dibattito sulla convivenza tra uomo e grandi carnivori. Le associazioni animaliste hanno espresso forte critica nei confronti del provvedimento, definendolo un atto non necessario e scientificamente discutibile.

Le motivazioni della Provincia di Bolzano

La Provincia di Bolzano ha giustificato l’abbattimento del lupo con i danni ingenti causati al bestiame nei pressi della Malga Fojedora. Il presidente Arno Kompatscher ha firmato il decreto giovedì sera, ma l’esecuzione è avvenuta domenica mattina, 5 luglio, con il supporto del Corpo forestale provinciale. Secondo i dati ufficiali, in Alto Adige sono presenti almeno 98 lupi, con 9 branchi e 8 coppie accertate, e i danni causati ammontano a oltre 74.000 euro di risarcimenti.

Le critiche delle associazioni animaliste

L’Oipa Italia ha espresso ferma condanna per l’abbattimento, sottolineando che non sono state prese le precauzioni adeguate per prevenire gli attacchi. Alessandro Piacenza, responsabile tutela fauna selvatica dell’Oipa, ha dichiarato: “La colpa non è mai degli animali, che si comportano secondo il proprio istinto, ma sempre di condotte sbagliate da parte dell’uomo.”

La Lav ha criticato la decisione di ricorrere all’uccisione del lupo, definendola un provvedimento lampo che impedisce alle associazioni di verificare la sua legittimità. “Per il terzo anno consecutivo, la Provincia di Bolzano ha preferito ricorrere all’uccisione per accontentare gli allevatori, i quali si illudono che ammazzare un lupo possa ridurre i danni economici“, ha dichiarato la Lav.

L’ENPA del Trentino: “Un disegno biocida”

L’ENPA del Trentino ha definito l’abbattimento del lupo un “disegno biocida“, accusando la Provincia di Bolzano di aver adottato una prassi simile a quella del Trentino. “I lupi per la legge nazionale 157/92 sulla tutela della fauna selvatica sono ancora una specie “particolarmente protetta”“, ha dichiarato l’ENPA, sottolineando che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato e bene protetto dall’articolo 9 della Costituzione.

L’ENPA ha anche ricordato il ruolo fondamentale del lupo come bioregolatore naturale degli ungulati, salvaguardando indirettamente diverse coltivazioni dai danni di cervi e caprioli. “Ma davvero non si vuole rinunciare ad ammazzare? Non si riesce a mettere in atto tutte quelle modalità di prevenzione dei conflitti tra lupi e attività umane che hanno ben dimostrato di funzionare?“, ha concluso l’associazione.

Il dibattito sulla convivenza tra uomo e lupo

Il caso di Marebbe si inserisce in un dibattito più ampio sulla convivenza tra uomo e grandi carnivori in Italia. Da un lato, c’è chi sostiene la necessità di una gestione attiva per garantire la convivenza del lupo con le attività antropiche in quota. Dall’altro, le associazioni animaliste e ambientaliste chiedono una maggiore attenzione alla prevenzione e alla tutela della fauna selvatica.

Il WWF Italia ha sottolineato che l’abbattimento del lupo a Marebbe rappresenta il primo abbattimento legale in Italia dopo oltre cinquant’anni. “Un disegno biocida“, ha dichiarato l’ENPA, accusando le province di adottare modalità che non tengono in alcuna considerazione la scienza.

Le associazioni animaliste hanno annunciato che perseguiranno ogni strada legale contro questo attacco all’ambiente, ribadendo che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato e bene protetto dall’articolo 9 della Costituzione.

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