Il rapporto regionale della Banca d’Italia del 2026 disegna una fotografia mista per il Nordest italiano: le Province autonome di Trento e Bolzano mostrano una crescita contenuta, mentre il Veneto si trova in una fase di sostanziale stasi. Nel complesso l’analisi segnala come il contesto internazionale e la fine del Pnrr influenzino le dinamiche produttive e del lavoro nelle diverse aree.
Tra i dati principali emergono variazioni percentuali del prodotto interno lordo e indicatori settoriali che spiegano aree di forza e di debolezza: esportazioni, manifattura, costruzioni e turismo risultano determinanti per comprendere i trend 2026.
Crescita moderata in Trentino e Alto Adige: numeri e settori
Nel 2026 il Pil in termini reali è salito dello 0,5% in Trentino e dello 0,6% in alto adigevalori che definiscono un’espansione contenuta ma diffusa. Le attività del terziariol’agricoltura (in particolare mele e vino) e il turismo hanno fornito contributi significativi al risultato complessivo. Il comparto delle costruzioni ha beneficiato di cantieri pubblici legati al Pnrr e alle infrastrutture per le Olimpiadi invernali del 2026sostenendo gli occupati e gli ordini locali.
Manifattura, credito e mercato del lavoro
La produzione manifatturiera resta debole a causa di una riduzione delle esportazioni verso i mercati europei di lingua tedesca; tuttavia la redditività delle imprese si è solo leggermente ridimensionata e i prestiti bancari hanno mostrato segnali di ripresa in Alto Adige con un quasi azzeramento del calo in Trentino. Il mercato del lavoro rimane favorevole: il tasso di disoccupazione è in ulteriore diminuzione e l’occupazione ha raggiunto livelli storicamente elevati (in crescita a Trentostabile a Bolzano). I consumi e il reddito disponibile delle famiglie sono aumentati in modo moderato, sostenuti dalle retribuzioni nominali nonostante la presenza di fenomeni inflazionistici.
Veneto: produzione in calo e vulnerabilità agli scambi internazionali
Per il Veneto il quadro economico del 2026 è molto più fragile: il prodotto regionale è praticamente fermo, segnando un aumento dello 0,1% rispetto all’anno precedente. La manifattura ha subito una flessione (-0,2% nella produzione) e il fatturato reale si è contratto di quasi il 2%. Anche le esportazioni a prezzi costanti sono diminuite dell’1%un elemento che pesa su una regione fortemente orientata verso i mercati esteri.
Dichiarazioni e contesto geopolitico
Michele Benvenutidirettore della sede regionale della Banca d’Italiasintetizza la situazione con parole nette: “Il paradigma degli scambi internazionali è cambiato e l’economia veneta è in un momento complicato“. Sul 2026 osserva che “All’inizio del 2026 qualche segnale di ripresa c’è stato, ma poi è arrivata la guerra“, in riferimento al conflitto in Medio Oriente. Benvenuti sottolinea inoltre che con la conclusione del Pnrr cresce la necessità di investimenti privati e che “la nuova tecnologia – dice – rappresenta un’occasione per fare un salto di produttività“.
Nel 2026 l’occupazione nel Veneto ha mostrato segnali negativi: gli occupati sono diminuiti del –1,3%con un impatto maggiore sulle donne e sui lavoratori part-time; il saldo dei contratti dipendenti nel settore privato non agricolo è risultato quasi dimezzato con un aumento netto di soli +13.600 unità. Tra il 2008 e il 2026 le retribuzioni reali regionali sono scese del 4,6%.
Crediti, famiglie e prestiti alle imprese
Nel complesso i prestiti alle imprese nella regione sono calati del 2,9%mentre il credito alle famiglie è cresciuto (tra mutui e credito al consumo). Il tasso di deterioramento dei crediti si è mantenuto su livelli limitati, con indicatori che segnalano una maggiore attenzione al rischio ma non una crisi generalizzata del settore bancario regionale.
Il rapporto mette infine in evidenza persistenti divari di genere, età e cittadinanza nel mercato del lavoro: le donne presentano una partecipazione ridotta, un largo ricorso al part-time e un gap salariale che si accentua con l’età; giovani e lavoratori stranieri mostrano percorsi occupazionali più instabili e concentrati in settori a basso valore aggiunto.
Accanto all’analisi economica, il rapporto regionale contiene anche riferimenti a eventi di cronaca locale verificatisi nel territorio, tra cui l’aggressione che ha portato al decesso di Rakeb Kashem ricoverato al Policlinico Padovano dopo i fatti avvenuti tra Venezia e Margherae l’operazione della Polizia di Stato e della Polizia locale di Trento sul caso dei botti notturni legati a un soggetto collegato a Monte Bondone. Questi episodi sottolineano come le dinamiche economiche si intreccino con questioni sociali e di sicurezza sul territorio.


